Il Tirreno

Come cambia il lavoro, il macellaio di Rosignano: «Clienti fuori dal negozio e plexiglass al bancone»

Alessandra Bernardeschi
Franco e Giacomo Guglielmi
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Franco e Giacomo Guglielmi

Franco gestisce con il figlio Giacomo la macelleria in centro: «Abbiamo messo una catena che i clienti non devono superare» 

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ROSIGNANO. Franco Guglielmi ha 72 anni portati alla grande. «Faccio il macellaio da quando ero poco più di un bambino, avevo 12 anni», dice. Dal 1995 ha aperto una macelleria con il figlio Giacomo in piazza Monte alla Rena a Rosignano Solvay. «Una piccola impresa familiare - spiega Guglielmi - ma non abbiamo mai smesso di lavorare neanche in questo periodo di chiusura per coronavirus. In queste settimane abbiamo sempre sentito parlare dei rischi che corrono i dipendenti dei supermercati e delle grandi catene. Nessuno rammenta i rischi che corrono i proprietari delle piccole attività che sono rimaste aperte. Anche queste attività rendono un servizio ai cittadini. Anche noi abbiamo dovuto riorganizzare il nostro negozio e il nostro lavoro».

Che tipo di riorganizzazione?
«Per prima cosa niente assembramenti: la fila si fa fuori dal negozio e i clienti debbono rimanere distanziati gli uni dagli altri. Qualcuno addirittura aspetta sull’altro lato della strada, in piazza monte alla Rena dove, fortunatamente, ci sono alcune panchine. Tutti, dobbiamo dire, che attendono pazientemente il proprio turno».

Entrati all’interno della macelleria c’è immediatamente una catena bianca e rossa, distante dal banco, e un dispenser con gel disinfettante. Nessuna protesta dei clienti?
«Nessuno cliente può superare la catena. Ciò garantisce il giusto distanziamento tra noi e la clientela. Ma non solo. Davanti al bancone abbiamo messo anche lastre il plexiglass così come si trovano nelle farmacie ed in altri negozi. Infine indossiamo sempre le mascherine. Si tratta di misure messe in atto per proteggere i nostri clienti ma anche noi stessi. Tutto deve essere in regola».

Non solo macelleria ma anche rosticceria. Fate consegne a domicilio?
«Ci siamo organizzati con il servizio a casa riceviamo le ordinazioni e portiamo a casa la spesa. Serviamo su tutto il territorio. Anche in questo caso indossando sempre mascherina e tutti i dispositivi previsti dalle normative».

La vostra macelleria ha accolto l’appello della Pubblica Assistenza. In che modo consegnate la merce?
«Portiamo la spesa a casa anche alle persone che non possono muoversi. Abbiamo l’elenco delle ordinazioni e iniziamo il giro. Abbiamo servito anche persone in quarantena preventiva. In questo caso la consegna della spesa avviene nei modi più disparati. C’è chi ci cala il cestello dal terrazzo, cestello nel quale noi mettiamo le ordinazioni, c’è ci invece ci dice di lasciare la spesa al cancello o in fondo al viale. Anche i modi di pagamento, in questo caso, sono diversi, chi mette la cifra dovuta nel cestello, chi sotto un vaso. Nonostante questa epidemia anche i piccoli imprenditori stanno cercando il modo di andare avanti e dobbiamo dire che la clientela sta rispondendo bene facciamo consegne su tutto il territorio».

Avete timore nello svolgere il vostro lavoro?
«Certo un po’ di paura c’è, perché quando andiamo a consegnare la merce non sappiamo lo stato di salute di chi ci troviamo di fronte e dunque i rischi che possiamo correre, ma c’è anche la soddisfazione di dare un servizio ai cittadini compresi quelli che per vari motivi non possono muoversi da casa. Un servizio che facciamo noi ma anche tanti altri piccoli operatori commerciali del luogo».

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