Il Tirreno

i camping di cecina e bibbona 

Per aprire, qualcuno chiede il patentino di immunità

leondina marulli

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CECINA

«Ci stiamo organizzando, pensando ad una riduzione della capacità della strutture e a misure che garantiscano la sicurezza. Se si potesse avere il patentino d’immunità sarebbe una cosa buona: ci piacerebbe riaprire e siamo pronti a distanziare i tavoli al ristorante e a potenziare il take away». Umberto Mannoni, titolare del Campeggio Le Esperidi a Marina di Bibbona, immagina una possibile riapertura «in sicurezza perché se e quando ci daranno questa possibilità, vogliamo essere pronti. Sul versante delle prenotazioni, per maggio abbiamo mandato delle lettere con dei voucher, spendibili sia quest’anno che l’anno prossimo, in alternativa al rimborso totale della caparra». A seguito delle disdette, sono in molti ad aver optato per l’opzione dei voucher, «anche perché il rimborso della caparra sarebbe un problema, considerati i costi che abbiamo. Fortunatamente, gli italiani stanno mancando poche disdette. Nell’incertezza generale – spiega Claudio Galassi del Campeggio Casa di Caccia a Marina di Bibbona – stiamo sollecitando i vari organi competenti per poter almeno rientrare e fare manutenzione. A differenza degli albergatori, infatti, noi non possiamo accedere. Siamo propensi ad un’apertura con tutti i protocolli di sicurezza necessari». In molti guardano ai prossimi giorni «come a quelli decisi per l’andamento del contagio e speriamo – sottolinea Umberto Buzzichelli, titolare del Campeggio Free Time a Marina di Bibbona – che inizino a calare e ci siano le condizioni per riaprire. Fortunatamente ho avuto poche disdette e la speranza è quella di riaprire a luglio e poter allungare la stagione a fine ottobre». Non vede grossi spiragli Matteo Valori, titolare del campeggio Il Gineprino a Marina di Bibbona, per il quale «la crisi sanitaria, come da decreto, è confermata fino al 31 luglio. Un peccato, perché le prenotazioni stavano andando benissimo. Diventa difficile prospettare una stagione e quello che abbiamo chiesto, in un documento, è la garanzia della decurtazione se non l’azzeramento delle cartelle esattoriali, in particolare per la Tari, una tassa che viene pagata sui metri quadri e non sul numero di presenze o rifiuti prodotti». Il filo conduttore è l’assenza di informazioni chiare, a che «non ci permette di capire quando riapriremo, in quali condizioni e quali saranno – sottolinea Francesco Manno, del Campeggio Le Tamerici a Marina di Cecina - le reazioni dei turisti perché sarà abbastanza complicato andare in vacanza con delle limitazioni. Le prenotazioni sono ferme e in molti hanno disdetto, chiedendo indietro la somma». A guardare con preoccupazione i prossimi mesi è anche Samantha Corsi, presidente del Campeggio Bocca di Cecina a Marina di Cecina, che punta il dito contro «la comunicazione terroristica. Se si continua a parlare di mascherine e morti, la mia sensazione è che le persone passeranno le ferie in casa. Io ho molta stima dell’amministrazione, però credo che bisogna iniziare a pensare alla fase due: riaprire luglio e agosto significa provare a sopravvivere». —

leondina marulli

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