Toscana
«Aspetto con ansia il risultato del tampone fatto venerdì 3 aprile»
cecina
«Sono a casa da inizio aprile e ogni mattina aspetto la telefonata dall’ospedale di Cecina per avere i risultati del tampone». A raccontare, in prima persona, la sua esperienza è Michele Falorni, cecinese e fotografo del Tirreno. «Non sono settimane piacevoli per nessuno - prosegue Falorni - perché dopo un mese di chiusura è faticoso cancellare molti dubbi. Ho scoperto una leggera e sospetta febbre, che quasi spariva di giorno e di sera tornava, mai oltre i 37 e mezzo. Senza la diffusione del coronavirus mi sarei preoccupato meno, provando a curarmi con i farmaci da banco e sperando, come altre volte, che mi passasse in fretta per ritrovare la forma fisica migliore e tornare alla svelta in città a documentarne la vita da fotoreporter. Ho chiamato il medico di famiglia, che mi ha visitato indossando un’ampia maschera e un camice. Mi ha auscultato i polmoni e mi ha spiegato che non c’erano i sintomi tipici del coronavirus. Per sicurezza, visto che la temperatura non scendeva a livelli normali, gli ho chiesto se era possibile fissare un appuntamento all’ospedale per il tampone, in modo da avere una risposta definitiva sulla mia salute, cancellando una volta per tutte il punto interrogativo dalla mia testa. E così, la mattina di venerdì 3 aprile, ho raggiunto la piccola rampa – simile a quella che introduce alla camera calda del pronto soccorso, ma sul lato opposto – e ho visto che due infermiere mi stavano aspettando.
Ero in auto, ho abbassato il vetro e in meno di cinque minuti un bastoncino infilato per qualche secondo nel naso ha concluso l’operazione. Le provette sono in laboratorio a Pisa, dove però il lavoro è molto e la precedenza va ai casi urgenti. Giusto, e ringrazio medici e personale ospedaliero per l’impagabile servizio quotidiano reso alla comunità. Però il tempo passa e io attendo speranzoso e paziente che il telefono squilli». —
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