Il Tirreno

Settore ricettivo in crisi 

Coronavirus, la disperazione degli albergatori: «Chiusi e con le prenotazioni bloccate, speriamo di poter partire a giugno»

anna cecchini
In alto, da sinistra, Enrico Colombaioni, Gianluca Paoletti e Giuliana Tancredi. In basso, da sinistra, Marco Monti, Fulvia Biondi, Lorenzo Martini
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In alto, da sinistra, Enrico Colombaioni, Gianluca Paoletti e Giuliana Tancredi. In basso, da sinistra, Marco Monti, Fulvia Biondi, Lorenzo Martini

I titolari degli hotel di Rosignano si organizzano per distanziare i tavoli nelle sale da pranzo: «Reception schermata e stop ai buffet»

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ROSIGNANO. C’è chi si sta già organizzando per distanziare i tavoli della sala da pranzo, in modo da rispettare i due metri di separazione tra gli eventuali clienti, e chi invece prima di mettere in atto una qualsiasi forma di riorganizzazione degli spazi preferisce che il Governo emani direttive chiare sui tempi e le modalità per la riapertura degli alberghi. Fatto sta che i titolari degli hotel della zona sono tutti i fibrillazione, ora che la Pasqua è alle porte, «e con queste giornate splendide la stagione turistica sarebbe partita alla grande», ammette Marco Monti dell’hotel Miramare a Castiglioncello. «Invece siamo chiusi - dice sommessamente Monti -, e anche le prenotazioni sono bloccate. Non chiama nessuno. E pensare che da quest’anno avevo tutti i permessi per celebrare anche i matrimoni all’interno dell’hotel. C’è solo da sperare che questa situazione cambi presto, la mia speranza è che si possa tornare ad uscire a metà maggio e che quindi la stagione possa partire a metà giugno».

Una speranza che condivide con i suoi colleghi. Gianluca Paoletti, dell’hotel Tirreno, di Castiglioncello, spiega che «se in aprile si azzerano i contagi le persone possono essere più tranquille e quindi con fine maggio o inizio giugno potrebbe partire anche l’attività turistica, se invece a maggio la situazione sanitaria non sarà migliorata ci saranno problemi seri per il nostro settore. Noi comunque stiamo lavorando per aprire nel rispetto delle distanze di sicurezza: non potremo più effettuare la colazione a buffet e quindi stiamo riorganizzando la sala per il solo servizio ai tavoli».

Dello stesso parere Enrico Colombaioni, del Piccolo Hotel a Rosignano Solvay. «Sicuramente - spiega - sposteremo i tavoli per garantire le distanze. Noi abbiamo 25 coperti, per garantire le distane durante la colazione possiamo pensare a organizzare orari scaglionati. La mia speranza è che dal 15 giugno che almeno turismo regionale potesse essere consentito, certo riaprendo tutto a comparti, così se dovesse ripartire il contagio basterebbe bloccare quel settore specifico». Anche la titolare dell’hotel Elba a Rosignano, Giuliana Tancredi, sottolinea che «pur non avendo alcuna certezza sulle date in cui le attività economiche potranno riprendere, speriamo che sia possibile riaprire a maggio per poi partire con la stagione turistica a giugno».

Tanti i titolari degli alberghi che stanno anche riorganizzando i locali comuni all’interno dei loro hotel. «Abbiamo pensato di schermare la reception - spiega Lorenzo Martini dell’hotel Martini di Castiglioncello - per la sicurezza degli ospiti e dei nostri dipendenti, che avranno guanti e mascherine». Quello che trova d’accordo tutti gli albergatori è «la necessità di rivedere l’ammontare della tassa di soggiorno» e la richiesta al Governo di «aiuti economici concreti a chi lavora nel settore del turismo, anche perché se nella peggiore delle ipotesi dovessimo saltare del tutto la stagione nessuno potrà risollevarsi».

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