Italia
«Portiamo la spesa a casa un grazie è il premio migliore»
Molte attività rimaste aperte hanno scelto di consegnare prodotti a domicilio «È un servizio che ci permette anche di far sentire le persone meno sole»
castagneto
“Prima” ogni giorno era scandito da gesti così naturali che erano compiuti senza quasi farci più caso. La mattina bisognava tirare su la saracinesca del locale, pensare ai contatti con i fornitori, vendere i propri prodotti. Ognuno aveva la propria vita e il lavoro scorreva con le usuali difficoltà quotidiane. Poi tutto è cambiato.
La vita è cambiata e l’attività dei commercianti rimasti aperti, proiettati in prima linea a lavorare con lo spettro del coronavirus, ha preso una direzione di certo inaspettata. Molti negozianti, ad esempio, hanno deciso di aderire al servizio di consegna spesa a domicilio, entrando a far parte della rete messa su dal Comune di Castagneto. Tra loro ci sono Stefanì e Valentina Keser, sorelle e titolari dell’alimentari “Centro spesa” di piazza del Popolo.
«Abbiamo piazzato un tappeto pregno di candeggina all’ingresso del negozio - spiega Stefanì - diamo anche gel e guanti ai clienti. Poi portiamo la spesa a domicilio da Castagneto a Cecina, passando per Marina di Bibbona. Ci sono giorni in cui facciamo anche 50 consegne».
L’alimentari di piazza del Popolo è anche una di quella attività in cui i titolari del buono spesa rilasciato dal Comune possono andare a fare compere. «Per adesso solo una famiglia ha fatto spesa con questi buoni. Onestamente spero che ne arrivino il meno possibile, perché comunque chi li ha significa che si trova in stato di estrema necessità». Anche Nicoletta Bertini del panificio Tani di Donoratico è in campo con le consegne a domicilio. «Porto il pane - spiega - ma anche latte, burro, ricotta e dolci. Le persone ringraziano e sorridono: questo è molto bello. Le persone anziane, poi, quando telefonano per prenotare la spesa spesso hanno piacere a fare quattro chiacchiere. Quindi, per esempio, chiedono come fare per cucinare la pizza. Insomma la consegna a domicilio è anche un modo per rimanere a contatto con le persone, facendole sentire meno sole».
Domenico Papalia, titolare Ortofrutta Papalia, a Donoratico, effettua, in media, quasi una decina di consegne a domicilio al giorno. «Normalmente vendiamo all’ingrosso - spiega - ma abbiamo deciso di aderire all’iniziativa soprattutto per rimanere vicini ai vecchi clienti». Di solito all’ingrosso lavora anche Luciano Fabiani, società Prinz. «Portiamo a casa alcuni tipi di alimenti e le bibite - spiega Fabiani - Stiamo cercando, nel nostro piccolo, di fornire un servizio utile. Stiamo affrontando questo momento difficile e cerchiamo di superarlo. Dopo penseremo ai problemi finanziari. Adesso possiamo solo tenere duro». Di opinione simile è anche Antonio Sabia, Dolce Frutta, secondo cui «il momento è drammatico, anche a livello psicologico. Noi ce la mettiamo tutta, almeno le consegne a domicilio ci consentono di non star fermi». «Andiamo avanti - conclude Eleonora Bettamio, Erboristeria Hellionor - Anche con le consegne a domicilio». —
claudia guarino
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
