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la disposizione 

Coronavirus, nuova ordinanza del sindaco di Cecina: «Per i clienti degli alimentari l’obbligo di indossare i guanti»

Il sindaco di Cecina Samuele Lippi
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Il sindaco di Cecina Samuele Lippi

Il sindaco Samuele Lippi annuncia la firma di una disposizione relativa alle attività in cui sono maneggiate frutta e verdura

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CECINA. «Ricordo che è obbligatorio indossare le mascherine di tipo chirurgico all'interno degli esercizi commerciali. E in tutti gli alimentari dove è previsto il self service lo sarà anche l'utilizzo dei guanti. Tutto ciò sarà inserito in una nuova ordinanza». Ad annunciare la misura è il sindaco di Cecina Samuele Lippi, che traccia anche un bilancio delle azioni intraprese fino ad ora e dà una stoccata a chi solleva dubbi sulle sue ordinanze. «Dato che troppo spesso il senso di responsabilità viene meno, abbiamo provveduto a imporre l’utilizzo delle mascherine nei negozi con un'ordinanza. Probabilmente un atteggiamento più permissivo è legato anche alla carenza di questi dispositivi. Non a caso noi, prima dell'ordinanza, abbiamo provveduto a produrle e distribuirle alla popolazione e a bloccarne la vendita per evitare speculazioni».

Il sindaco prosegue così: «Da lunedì ad oggi le farmacie del territorio hanno distribuito 7500 mascherine alla popolazione. E sono stati donati 6700 euro per la raccolta fondi della Protezione civile del Comune di Cecina Aiutateci ad Aiutarvi. Grazie, grazie: ai farmacisti per la preziosa collaborazione e alla popolazione per il loro contributo. L'opinione dei virologi a proposito dell'utilizzo di questi dispositivi di protezione individuale è univoca: le uniche a proteggere voi stessi dal contagio sono le Ffp2 e le Ffp3, riservate data la carenza agli operatori sanitari, e noi abbiamo provveduto a raccoglierle e consegnarle all'ospedale. Le altre, le mascherine di tipo chirurgico, però contengono la diffusione del virus e proteggono gli altri dal pericolo che noi possiamo rappresentare.

Personalmente mi sono trovato in supermercati con persone prive di alcun dispositivo di protezione individuale che si avvicinavano a frutta, verdure e pane toccandole, talvolta creando anche assembramenti: credo che chiedere a tutti di evitare di contaminare i prodotti che tutti compriamo sia il minimo che si possa fare. Nei luoghi al chiuso, dove la distanza interpersonale di sicurezza può venire meno o dove ci sono prodotti che tutti compriamo e mangiamo, indossarla è senza dubbio un atto di responsabilità verso gli altri. Faccio presente che non a caso il Governo ha inserito del decreto Cura Italia norme che consentono di produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni e previsto iter per l'autocertificazione estremamente rapidi e semplificati. Non solo. Sempre nel decreto ci sono contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati alle imprese produttrici di dispositivi medici e Dpi».

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di Redazione web