Italia
Coronavirus, l’agricoltura non teme crisi: mercato in aumento del 15%
Nei punti vendita diretti cresce la richiesta di ortofrutta e prodotti freschi. Carlotti (Terre dell’Etruria): l’unico settore che soffre è quello dei fiori
CASTAGNETO. L'ortofrutta, il fresco e le farine. E tanti carciofi dove non si registrano giacenze di invenduto. Sono i prodotti più ricercati nelle cooperative agricole locali come Terre dell'Etruria, dove si constata un aumento della vendita direttamente al cliente finale con un più 15% rispetto allo scorso anno. La filiera professionale è completamente funzionante e la grande distribuzione e i mulini maggiori vengono riforniti sistematicamente. Il settore più in crisi è invece quello della piante e dei fiori, essendo completamente azzerata la vendita al dettaglio. «L'agricoltura, in questa fase, è privilegiata - ha spiegato Massimo Carlotti, presidente della cooperativa e vicepresidente nazionale di Legacoop - perché la filiera è in funzione. Si semina, si raccoglie e si fornisce la grande distribuzione e le cooperative stesse. Per alcune categorie di prodotto addirittura la richiesta è aumentata anche se in maniera più segmentata. Per esempio, in tempo di carciofo, invece che tre tipologie (a mazzi, sfuso, nella retina), si tende a scegliere una referenza sola. Inoltre per l'acquisto dei mezzi tecnici non c'è stata nessuna declinazione nella vendita perché si continua a lavorare nei campi.
C'è da dire - aggiunge - che è aumentata sensibilmente la vendita a scaffale nel settore alimentare e di conseguenza la filiera che sta dietro a questa preparazione, che è in piena attività. La stessa è limitata con le turnazioni, per garantire le distanze tra le persone e gli adeguati tempi di sanificazione degli spazi. Per questo motivo l'unica questione da segnalare, in difetto, è la produzione. Che si traduce nel fare più fatica a raggiungere i livelli di quantificazione standard». Il coronavirus ha spinto molti a cimentarsi in preparazioni casalinghe e tra quelle più gettonate c'è senz'altro il pane e la pizza. Così il consumo di farina e di lievito è in costante aumento. «I cereali sfusi sono in transito continuo verso i maggiori molini, da Barilla a De Cecco - continua Carlotti -. Anche se qualche problema di logistica inizia ad affacciarsi riguardo la variazione dei prezzi dei trasporti. Inoltre è in aumento il consumo dell'olio e si lavora molto per rifornire i supermercati anche verso l'estero, dove il trend segna una contrazione.
Mentre continua regolarmente la consegna ai supermercati regionali e nazionali». «Abbiamo adottato tutti i criteri imposti dal Governo con la turnazione per evitare eventuali fermi dell'attività a seguito di possibili contagi che, per fortuna, non abbiamo ancora registrato - conclude Carlotti - . Anche a livello toscano le cooperative aderenti a Legacoop non hanno registrato problemi di positività. Se di crisi in agricoltura si deve parlare va messa in luce quella che interessa il settore dei fiori e delle piante perché produce ma non ha sbocchi di mercato. La vendita è azzerata. Le ripercussioni sono gravissime in fatto di occupazione e sulle attività stesse su cui ci sono grossi dubbi sul futuro. Infine siamo in attesa, in generale, di vedere come si evolverà la situazione, quanto durerà la segregazione e quindi come si svilupperà la vendita e i consumi col tempo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
