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Coronavirus, le mascherine si “certificano” al Polo Tecnologico Magona di Cecina
Il centro si è attrezzato per effettuare i test di conformità nell’ambito del Laboratorio Toscana sud
CECINA. Al Polo Tecnologico di Magona si certificheranno le mascherine di protezione per l’emergenza Coronavirus. Il Consorzio cecinese, che fa parte della rete dei Consorzi tecnologici toscani e del Laboratorio diffuso della Toscana sud, ha acquistato il materiale e i macchinari necessari (con un investimento di 15mila euro) per mettersi in condizione di effettuare le prove di conformità dei dispositivi di protezione sanitaria.
«È un’attività importante per la collettività - dice il presidente del Cptm, Vincenzo Argentieri -: di fronte all’emergenza che stiamo vivendo tutti dobbiamo renderci utili e solidali. Per questo ho fortemente e caldamente voluto questa cosa, che non ci porterà un ritorno di business, ma la ritengo una missione che il Polo deve avere. Siamo un Consorzio senza scopo di lucro: lavorare per il bene comune è un dovere e un privilegio».
Di fronte alla difficoltà di reperire mascherine idonee, molte aziende italiane e toscane, in particolare del settore tessile, hanno riconvertito o stanno riconvertendo parte delle attività produttive per far fronte alla crescente richiesta creata dall'emergenza Covid-19, e alla conseguente carenza di dispositivi di protezione individuale, come le mascherine chirurgiche. Ma queste mascherine, una volta prodotte, prima di essere immesse sul mercato o comunque destinate a personale sanitario e cittadini, devono passare il test di conformità. Per far fronte alla necessità di effettuare prove conformi alla normativa vigente, prove imposte dal regime di autocertificazione in deroga al marchio CE, come previsto dal D.L. 17/2020 del 17 marzo, il Laboratorio diffuso della Toscana Sud ha acquisito la strumentazione e predisposto gli apparati sperimentali necessari per la certificazione delle mascherine chirurgiche, secondo la norma UNI 14683. Del Laboratorio diffuso fa parte il Consorzio Polo Tecnologico Magona, specializzato nel settore chimico - il direttore è l’ingegner Cristiano Nicolella, del Dipartimento di ingegneria chimica dell’Università di Pisa - che si è attrezzato per effettuare i test per le prove di respirabilità. Insieme, nel gruppo operativo del Laboratorio diffuso, c’è il Laboratorio Bioricerche per la filtrazione batterica (BFE), il Bioscience Research Center per l’analisi dei dati e i rapporti di prova, CERTEMA per la progettazione e la realizzazione degli apparati di prova. Il Laboratorio diffuso ha anche il compito di effettuare valutazioni preliminari sui materiali per indirizzare le aziende interessate verso quelli più qualificati per la certificazione.
Il Laboratorio diffuso della Toscana è una costituenda rete di laboratori pubblico/privata, a supporto del sistema produttivo della Toscana meridionale. I laboratori hanno sottoscritto il protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Ente Terre di Toscana, Università degli Studi di Siena, CNR – Istituto di Bioeconomia, COSVIG – SestaLab, Fondazione Toscana Life Science (TLS), Polo tecnologico Magona, CERTEMA, Laboratorio Bio-ricerche. Il Bioscience Research Center fa parte di TLS. «Siamo nella fase di costituzione di un’associazione volontaria tra questi centri - aggiunge Argentieri - al fine di proporre soluzioni interdisciplinari e di filiera... ma attualmente siamo fermi, in attesa di tempi migliori. Adesso siamo impegnati nella certificazione delle mascherine, esempio tangibile di collaborazione».
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