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Coronavirus, cancellato Foodies, il festival del cibo. L'assesora: «Speriamo di farlo a settembre»

alessandra bernardeschi
Coronavirus, cancellato Foodies, il festival del cibo. L'assesora: «Speriamo di farlo a settembre»

Preoccupati gli operatori di Rosignano e Castiglioncello che, oltre alla Pasqua, temono di perdere la stagione estiva

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CASTIGLIONCELLO. È ancora impossibile per albergatori e operatori commerciali pensare all’estate. Ancora troppo lontana. Però sicuramente il periodo delle vacanze pasquali e del mese di maggio si prospetta buio. Di certo slitterà il Foodies festival previsto dall’1 al 3 di maggio. Una manifestazione legata al cibo che portava migliaia di turisti a Castiglioncello e dintorni. Forse potrà essere organizzata a settembre ma l’incertezza è ancora tanta. È certo che gli alberghi, almeno quei pochi rimasti aperti, non hanno prenotazioni da parte dei turisti per i mesi a venire.

Ed è certo anche che i commercianti sono preoccupati per le rate da pagare con negozi pieni di merce che attende di essere venduta. Una situazione drammatica; tanto che la giunta comunale, che si è riunita in teleconferenza, ha deciso di rimodulare la tassazione locale per tutte le attività economiche che al momento stanno soffrendo per la chiusura forzata dovuta all’epidemia da Coronavirus. «Difficile fare previsioni per la stagione turistica- dice Licia Montagnani, assessora al turismo - il Foodies previsto per il week-end del primo maggio non si terrà. Ci auguriamo di poterlo effettuare a settembre sempre che le restrizioni non comportino il divieto di assembramenti. Perché, anche quando questa brutta vicenda legata al Codv 19 sarà terminata, bisognerà capire quali prescrizioni verranno comunque adottate; non credo che si possa tornare immediatamente alla vita di prima. Tutto dovrà essere fatto gradualmente. Voglio però assicurare tutti - continua a- noi stiamo lavorando per mettere in piedi tutte le iniziative che potranno essere previste; bisognerà investire nella rinascita. Tutto sarà pronto quando potremo ripartire».

La situazione è molto critica: «A Pasqua gli alberghi non hanno prenotazione - dice Enrico Colombaioni presidente dell’Associazione Albergatori Terre di Rosignano che gestisce il piccolo Hotel a Rosignano Solvay - anche le camere che, fino a qualche giorno fa, avevamo occupate per gli operai e trasferisti impiegati nei vari lavori, adesso si stanno piano piano svuotando. Al momento niente prenotazioni per l’estate. Qualche cliente abituale di chiama per sapere come va, ma per adesso nessuno se la sente di prenotare per i mesi estivi. A maggio e a giugno le strutture lavoravano anche con i turisti stranieri. Basti pensare ai campeggi che a maggio già erano operativi. Adesso tutto tace. E il brutto è che non si vede la luce, non riusciamo ancora capire, se non domani nel medio periodo, quando tutto questo terminerà. Inutile dire, c’è pessimismo e la situazione adesso è disastrosa».

Marco Monti dello storico hotel Miramare di Castiglioncello parla di «situazione tragica. Noi dovevamo aprire per Pasqua ma al momento non abbiamo, nessuna prenotazione. A tutto ciò si aggiunge l’incertezza. Ce al faremo ad aprire da metà maggio?». Preoccupazione anche tra i commercianti: «Siamo tutti molto preoccupati - dice Vanessa Guidi presidente del Ccn di Castiglioncello - da una parte non possiamo lavorare dall’altra abbiamo scadenze di pagamenti a breve termine che molti di noi, mi dicono, faranno fatica ad onorare. I negozi sono pieni di merce della collezione primavera-estate. Merce che va pagata. Aprile, maggio e giugno erano mesi durate i quali le persone andavano ad acquistare capi di abbigliamento, di pelletteria. Ora tutto è fermo. Siamo preoccupati perché tutti noi pensiamo che la chiusura andrà oltre il 3 aprile; se non verremo aiutati sarà dura. Penso che anche in estate non ci sarà il gran pienone com ogni anno. Purtroppo c’è il rischio che qualche attività chiuda. Per adesso non abbiamo avuto incontri con il Comune; gli aiuti promessi dal Governo non si vedono e sono comunque insufficienti». Stessa situazione a Vada. «Tutto vuoto - dice Roberto Creatini della Pro Loco - noi teniamo l’ufficio operativo, senza apertura al pubblico, solo la mattina. I pochi cittadini che vendiamo sono tutti di Vada. E’ una tristezza vedere piazza Garibaldi vuota».

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