Sicurezza
Tentata aggressione al sindaco Lippi smorza: «Abbassiamo i toni»
Il 43enne cecinese è ai domiciliari: il Tirreno ha contattato la famiglia ma l’uomo non rilascia alcuna dichiarazione
CECINA
«Voglio abbassare i toni. Questo è un momento difficile per tutti, quindi preferisco non approfondire la vicenda». Smorza la polemica il sindaco di Cecina Samuele Lippi, riguardo alla tentata aggressione che ha subito sabato scorso da parte di Yuri Angelini, 43enne di Cecina che è finito agli arresti domiciliari.
«Mi ero messo a disposizione per tranquillizzarlo - prosegue Lippi - ma non è stato possibile. Ma, ripeto, preferisco non parlarne più. Certo ringrazio le forze dell’ordine, polizia municipale e carabinieri, e anche io volontari della Misericordia, per il loro comportamento».
Quanto al 43enne, Il Tirreno ha provato a contattare la famiglia per avere la sua spiegazione dei fatti, ma lui ha fatto sapere di non essere intenzionato ad intervenire in alcun modo. La vicenda che ha portato i carabinieri ad arrestare Angelini risale a sabato scorso, quando l’uomo è andato in moto a Marina di Cecina. Qui ha incontrato i volontari della Misericordia di Palazzi, con cui sembra se la sia presa, forse dopo che gli era stato chiesto di fornire una spiegazione chiara del perché fosse in giro.Nel tardo pomeriggio risulta anche che l’uomo sia andato a San Pietro in Palazzi, alla sede della Misericordia.
E anche qui pare abbia mostrato eccessi di ira, quindi i volontari hanno chiamato polizia municipale e carabinieri, che hanno appurato come l’uomo avesse con sé un coltello a serramanico.
Successivamente l’uomo, sempre a bordo della sua moto, è andato in centro. Più esattamente in piazza della Libertà sotto il palazzo del Comune, che tra l’altro è proprio davanti alla sede della Compagnia dei carabinieri di Cecina.
Sembra che il 43enne abbia chiesto con insistenza di parlare con il sindaco, anche in questo caso inveendo e prendendosela con Lippi e provando ad aprire la porta della caserma dei carabinieri. A quel punto il sindaco è sceso. «Con l’intento di calmare la situazione - dice Lippi - ma non è stato possibile». Anche il comandante dei carabinieri Christian Bottacci è intervenuto per calmare le acque. Ma non è evidentemente stato possibile. L’uomo se l’è presa con Lippi, agitando un casco e minacciando di colpirlo.
Da qui la decisione dei carabinieri di procedere con l’arresto. Poi la decisione dei domiciliari. —
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