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Coronavirus, i commercianti che hanno chiuso: «Solo chi ha le spalle coperte potrà far rinascere la sua attività»
Guardando al “dopo” si mescolano speranza e paura. «Per fortuna da molti fornitori c’è l’ok al rinvio dei pagamenti, ma per noi è molto difficile»
CECINA. Dalla voce traspare la voglia di tornare alla normalità e c’è la forza di chi non molla. Ma le parole sono rotte dalla preoccupazione di chi sa che sarà difficile rialzarsi. Sono tanti i commercianti costretti ad abbassare le saracinesche dei loro negozi per decreto, così da contribuire a salvaguardare la salute pubblica. È una situazione d’emergenza e chi ha chiuso ne è pienamente consapevole.
Guardando al futuro si mescolano speranza e paura. «Spero che, una volta che tutto questo sarà finito, le persone tornino a comprare nei nostri negozi - dice Cristian Pannocchi, titolare del negozio Eos progetto luce - Spero che tutto torni some prima. Guardi, a volte non so nemmeno più cosa sperare, ma vado avanti. Ho dato la mia disponibilità per la consegne a domicilio e sto predisponendo un portale di vendite online».
«Noi potremmo restare aperti, ma abbiamo scelto di chiudere e di passare alle sole consegna a domicilio - dice Matteo Sciarrino, centro ottico Il Ponte - Fortunatamente i fornitori sono stati disponibili a rimandare le scadenze dei pagamenti, ma la situazione è difficile. Credo che, dopo, ce la farà chi ha le spalle coperte in qualche modo. Chi ha dei risparmi ad esempio. Altrimenti sarà molto difficile rialzarsi». Il “dopo” è agognato, per quanto, spesso, faccia paura. «Chi ha le risorse va avanti, per chi non le ha, se tutto questo dovesse durare ancora per molto, sarà un problema serio - spiega Alessio Prota, Bhl shop - Perché comunque le nostre entrate adesso si sono praticamente azzerate. Per fortuna siamo riusciti a trovare un accordo con i fornitori».
Qualcuno ha potuto trovare un punto d’incontro anche con i proprietari dei fondi in cui i commercianti esercitano la loro attività. Intanto va avanti il servizio di consegna a domicilio. «Abbiamo dato la disponibilità a portare i prodotti direttamente a casa per offrire un servizio ai nostri clienti - spiega Letizia Bonini, negozio Montagnani - Per adesso non abbiamo ricevuto richieste, ma siamo pronti». Così anche Cinzia Simoncini, Agraria Ferretti e Simoncini: «I clienti ordinano, noi portiamo a casa e lasciamo le buste di fronte al portone senza alcun costo. Per ora abbiamo fatto una decina di consegne».
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