Il Tirreno

cecina 

Mascherine a domicilio ecco come richiederle

C.G.
Mascherine a domicilio ecco come richiederle

Per averle è necessario scrivere una e-mail al Comune A consegnarle saranno i volontari della Pubblica Assistenza

2 MINUTI DI LETTURA





cecina

Sono circa 800 le mascherine che i volontari della Pubblica Assistenza hanno consegnato ai cittadini di Cecina che ne hanno fatto richiesta. L’idea di distribuire le protezioni alla popolazione, lo ricordiamo, è del Comune di Cecina.

È in questo contesto che il sindaco Samuele Lippi, come annunciato dal Tirreno, ha firmato l’ordinanza per vietare la vendita diretta da parte di ogni attività commerciale delle mascherine chirurgiche, delle Ffp2 e Ffp3. Da ieri quindi i negozi devono comunicare all'unità di crisi comunale «il numero e la tipologia dei presidi di protezione individuale di cui sono in possesso, in modo tale che la protezione civile li possa ritirare per poi distribuirli gratuitamente alla popolazione».

Il sindaco, inoltre, chiede «a tutti i soggetti del territorio che ne siano dotati di mettere le mascherine a disposizione della protezione civile». Pena la requisizione. In tutto ciò il Comune ricorda che «la ditta Elsa di San Pietro in Palazzi sta producendo mascherine in tessuto non tessuto su mandato della protezione civile del Comune di Cecina».

Inizialmente distribuite unicamente a volontari, commercianti e operatori sanitari, le mascherine targate Elsa adesso sono dunque distribuite dal Comune anche alla cittadinanza.

Per richiederle è stata attivata una mail: cecinaprotetta@comune.cecina.li.it.

Nella mail specificare nome e cognome che sono sul campanello, indirizzo, numero di telefono e numero dei membri della famiglia. Per info: 0586611222. L’unità di crisi, acquisite le richieste, provvederà a dare le mascherine ai volontari della Pubblica Assistenza, che le porteranno direttamente a domicilio.

Molte mascherine nascono nel capannone della “Confezioni Elsa”, dove le operaie lavorano a distanza di sicurezza, con le mascherine sul volto, ognuna alla propria macchina da cucire. Prendono il materiale e gli danno forma, fissando ai lati gli elastici necessari per sostenere la mascherina al volto. La materia prima usata per comporre le mascherine finali si chiama “tessuto non tessuto”, è un prodotto industriale ottenuto con procedimenti diversi dalla tessitura o dalla maglieria.

Tutto si è sviluppato nel momento in cui in municipio si sono accorti che stavano scarseggiando le mascherine. Per i volontari, per gli esercenti e per gli operatori sanitari. Ma anche per i cittadini. —

C.G.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa