Il Tirreno

Coronavirus, c’è chi è fuori per comprare il barbecue e chi fa inversione di fronte alla pattuglia

Claudia Guarino
Coronavirus, c’è chi è fuori per comprare il barbecue e chi fa inversione di fronte alla pattuglia

Dai carabinieri della Compagnia di Cecina 50 denunce e oltre 500 controllati. Tra i fermati anche 5 giovani in un’unica auto

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CECINA.  Ha visto in lontananza la pattuglia dei carabinieri e, probabilmente spaventato dall’eventualità di un controllo, ha inchiodato e ha fatto inversione. Ma c’è anche chi, fermato dai militari, ha giustificato la sua presenza in giro per Cecina con la necessità di acquistare la griglia per il barbecue. Qualcun altro non ha nemmeno cercato di inventare una scusa credibile: «stavamo facendo un giro», hanno detto cinque ragazzi ai carabinieri. Sarebbe possibile scrivere un libro con le scuse elaborate dalle persone beccate a spasso per il territorio. Talvolta c’è una creatività che fa sorridere: se solo in ballo non ci fosse la salute della collettività. Altre volte, invece, i comportamenti tenuti dai controllati sono meno simpatici.

Inversione al “posto di blocco”
A Donoratico, ad esempio, è successo questo: un uomo ha visto una pattuglia dei carabinieri in lontananza e non ha reagito benissimo. Ha inchiodato e ha fatto inversione. Risultato: è stato inseguito dai militari e denunciato perché non aveva un valido motivo per stare in giro. Ma non solo: guidava anche con la patente scaduta.

Fuori per il barbecue
«Perché sono fuori? Sto andando a comprare la griglia per il barbecue. Mi serve». Un cecinese ha detto qualcosa del genere ai carabinieri che lo hanno fermato chiedendogli di giustificare i suoi spostamenti in città. Evidentemente credeva di risultare convincente. Ma così non è stato, perché di certo l’acquisto di una griglia per il barbecue non è un motivo di necessità e urgenza tale da giustificare uno spostamento.

«Stavamo facendo un giro»
Cinque ragazzi beccati insieme in auto hanno invece risposto con sincerità ai carabinieri di pattuglia che li hanno fermati a Cecina. «Stavamo facendo un giro». Ricordiamo che “fare un giro” non è una motivazione valida per spostarsi. E che, comunque, non è possibile stare in cinque dentro un’auto.

Spesa più economica
C’è stato poi il caso di una donna di Rosignano che, controllata dai carabinieri a Cecina, ha detto di trovarsi lì per fare la spesa. Perché a Rosignano i supermercati sono più costosi.

Cinquanta denunce
Quelli raccontati sono solo alcuni dei casi riscontrati dal carabinieri della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, nel corso dei controlli sul territorio. Dall’inizio dell’emergenza dai militari di Cecina sono arrivate 50 denunce: metà riguarda il territorio di Rosignano e metà quello di Cecina e Castagneto. In 47 casi ai fermati è stato contestato l'articolo 650 del codice penale: «Chiunque - si legge - non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene». In tre casi la violazione riguarda l’articolo 495 su false dichiarazioni rilasciate a pubblico ufficiale.

558 controllati
Il tutto per un totale di 511 persone controllate, dal decreto che ha “istituito” l’autocertificazione per gli spostamenti a ieri, e di 65 esercizi commerciali sottoposti a verifica. I carabinieri, nei controlli fatti per garantire il rispetto della normativa a tutela della salute pubblica, negli ultimi giorni si sono serviti anche degli elicotteri, che hanno sorvolato la costa per appurare l’eventuale presenza di assembramenti.

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