Gioco
«Le slot sono già ferme da tempo bene l’ordinanza che ferma anche le lotterie e il gratta e vinci»
cecina
I tabaccai raccontano che le slot si erano già fermate da diversi giorni. Poi è arrivata l’ordinanza di Lippi, che ha bloccato le lotterie rimaste attive e ha vietato la vendita del gratta e vinci.
«Avevamo già spento le slot - racconta Giacomo Ceppatelli, titolare dell’edicola di via Ciro Menotti - e ricevuto disposizioni per spegnere il monitor del 10 e lotto. L’ordinanza del sindaco ha fermato anche Lotto, Superenalotto e Gratta e vinci. Adesso a Cecina non gioca più nessuno».
Le tabaccherie fanno parte di quelle rivendite autorizzate a rimanere aperte durante l’emergenza coronavirus. «Perché offriamo servizi importanti - dice Ceppatelli - Non vendiamo solo sigarette. Ad esempio stampiamo le schede delle scuole per chi non ha a casa la stampante».
«Da noi i clienti possono anche pagare i bollettini - spiega Sandra Borri, titolare dell’omonima tabaccheria di corso Matteotti - In questo modo decongestioniamo le banche e gli uffici postali. Per quanto riguarda il gratta e vinci, erano veramente pochi coloro che venivano in tabaccheria appositamente per giocare. Magari compravano le sigarette o pagavano un bollettino e, contestualmente, acquistavano un “grattino”».
Ma a volte capitava anche che entrassero in tabaccheria proprio per il gratta e vinci.
«Qualcuno in effetti giocava e basta - dice Gloria D’Ambrogio, tabaccheria di via Marrucci - per cui credo che sia stato giusto proibirlo. Le slot erano già ferme da diverso tempo».
Il lavoro dei tabaccai, così come quello di tutti coloro che vivono a contatto con il pubblico è cambiato tanto in pochissimo tempo.
«C’è tanta paura - dice D’Ambrogio - e lavoriamo con l’ansia, ma dobbiamo offrire un servizio. Ci siamo organizzati con guanti, mascherine e con un plexiglass alzato di fronte al bancone».
«Poi naturalmente ci sono gli ingressi contingentati - afferma Ceppatelli - Devo dire che pian piano le persone stanno cominciando a capire quali sono i comportamenti da tenere».
Sandra Borri conferma: «C’è più coscienza nelle persone. Certo che lavorare così è parecchio strano. Però noi andiamo avanti, dobbiamo offrire servizi importanti e c’è chi ha bisogno di noi». —
C.G.
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