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Coronavirus, il sindaco di Cecina chiude tutto, anche le piazze: «Siamo in guerra»
Samuele Lippi firma una nuova ordinanza e scende in strada con la municipale per parlare direttamente ai cittadini
CECINA. «Dovete stare a casa». Quello di Samuele Lippi è un appello che, pian piano, è diventa un grido sempre più forte. «Avete scocciato».Ieri il sindaco è sceso in strada insieme agli agenti della polizia municipale, «non per fare controlli, ma per spiegare ai cittadini qual è il comportamento giusto da tenere».E non solo. Il primo cittadino ha fatto ciò che aveva annunciato: ieri mattina ha firmato una nuova ordinanza, con nuovi divieti e nuove disposizioni.
Che cosa c’è scritto nell’ordinanza, sindaco?
«Ho chiuso tutto. Parchi, piazze, giardini, lungofiume e aree cani. È vietato sostare sulle panchine, che non sono più luoghi dove passare il tempo e anche giocare al gratta e vinci, che in un momento come questo non mi pare una necessità e, dunque, non sarà più possibile acquistarlo».
E come fa a chiudere le piazze? Mette le transenne?
«Ci sono dei divieti. E sarà compito della polizia municipale farli rispettare. Non è che voglio far arrestare le persone, sia chiaro, ma la gente deve capire che non può continuare ad andare in giro come se niente fosse».
Vuol dire che, se fino ad ora la municipale si è limitata a fare opera di sensibilizzazione, da ora in poi scatteranno le denunce?
«Proprio così».
Ha deciso di “chiudere tutto” perché ha notato parecchi assembramenti negli ultimi giorni?
«No, ho voluto lanciare un messaggio, che mi rendo conto essere forte, alla popolazione. A passeggio oggi non c’è di certo la stessa quantità di persone di domenica 8 marzo, ma continuo a vedere persone che stanno in giro senza motivo».
Ma se c’è bisogno di fare la spesa per uscire di casa è un diritto...
«Sì, ma la spesa deve essere fatta quando c’è necessità. Lo ripeto, non deve essere vista come un’occasione per fare una passeggiata. Si va al supermercato e si compra tutto quello che serve. Non bisogna andare oggi a comprare il pane, domani il latte eccetera. Lo stesso discorso vale per le sigarette: chi fuma se ne compri una stecca e non esca ogni giorno per acquistare un pacchetto».
Oggi (ieri ndr) era in strada con la polizia municipale. Che cosa stava facendo? Fermava le auto?
«Non facevo i controlli. Sono andato in giro a sensibilizzare le persone. A dire loro che devono stare a casa. Voglio ripeterlo per l’ennesima volta: così non va bene, non è una gara a chi è più furbo o a chi trova la scusa migliore per uscire di casa. Non si tratta di evitare una multa o una denuncia, ma di salvare il sistema sanitario e tutelare la salute di tutti. Le persone devono capire che è come se fossimo in guerra. E durante la guerra non si porta a spasso il cane tre o quattro volte al giorno».
Lei come sta vivendo questo periodo? Di certo quando è stato rieletto non avrebbe mai pensato che si sarebbe trovato ad affrontare una pandemia da primo cittadino. Cosa significa trovarsi in piena emergenza coronavirus da sindaco?
«È un delirio. Dormo poco, ho gli orari sballati...è un delirio...Ma non mollo, ci sono fino in fondo. Le critiche non mi toccano. Vado avanti e mi metto a disposizione per il bene di tutti».
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