Il Tirreno

la protesta 

I campeggi di Rosignano sul piede di guerra: «Anche il 90% di disdette»

Anna Cecchini
I titolari dei campeggi insieme per protestare contro la tassa di soggiorno (foto Falorni/Silvi)
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I titolari dei campeggi insieme per protestare contro la tassa di soggiorno (foto Falorni/Silvi)

Confesercenti e Assocamping si schierano contro il raddoppio della tassa di soggiorno: «Bilancio approvato, il Comune ci mette in ginocchio»

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VADA. Il raddoppio dell’ammontare della tassa di soggiorno non lo accettano. Del resto avevano palesato la loro contrarietà anche nelle settimane passate. Il Tirreno aveva riportato la protesta dei titolari di campeggi della zona contro l’ipotesi del Comune di aumentare la tassa di soggiorno giornaliera per i camping da 0,50 centesimi ad un euro al giorno. Una ipotesi che si è concretizzata venerdì scorso, con l’approvazione del bilancio di previsione da parte del consiglio comunale. Adesso i titolari dei campeggi, tramite il loro portavoce Roberto Facchini, tornano a farsi sentire. «Noi rappresentiamo oltre il 60% del turismo sul territorio - dice Facchini - Alcune strutture hanno ricevuto il 90% di disdette, e comunque la media è del 30-40% in meno come volume totale. La prospettiva, sentiti tour operator europei, è che il mercato tedesco e olandese saranno assenti». Non solo, «se e quando finirà l’emergenza ci troveremo a farci la guerra fra noi, per accaparrarci mercato italiano con offerte last minute al ribasso». Facchini, a nome di tutti i colleghi titolari di camping, ricorda che a questo si aggiunge la decisione assurda del Comune: «A Cecina la tassa è 0,50 centesimi, a Castagneto è un euro - dice Facchini - ma lì c’è un turismo di eccellenza. Noi abbiamo discarica e la bella figura fatta dalla zona delle Spiagge Bianche con la trasmissione di Report, non siamo al loro livello. Il Comune ci mette in ginocchio».

Dalla parte dei titolari di camping anche Confesercenti e Assocamping, che sottolineano la gravità della situazione. «Avevamo avviato - fanno sapere le due associazioni di categoria -, sebbene a delibera di giunta già approvata, un percorso di confronto sulla decisione di aumentare l’importo della tassa di soggiorno ai campeggi e l’appuntamento era fissato proprio per il16 marzo. L’emergenza coronavirus impone a tutti quanti di darsi delle priorità e ben volentieri gli operatori hanno condiviso con l’amministrazione la necessità di rimandare l’incontro in agenda, ma questo non fa che procrastinare pericolosamente il momento in cui comunque sulla questione importo tassa di soggiorno per i campeggi dovrà essere affrontata. Se c’è un lato positivo nell’aver spostato la data dell’incontro, sta nel fatto che i proprietari dei campeggi avranno tempo un paio di settimane per raccogliere i numeri della tragedia indotta dagli effetti delle disposizioni dettate dall’emergenza coronavirus, prima in Italia e poi – ancor più pericolose – quelle che ci attendiamo dai paesi europei».

Insomma, «il rischio è di non vedere mai l’avvio di una stagione balneare 2020 e a fronte di questa apocalittica prospettiva, come Confesercenti ed Assocamping ci attediamo che l’amministrazione resti attenta e vigile sul rischio che anche minimi spostamenti nell’importo della tassa di soggiorno sui campeggi possano avere conseguenze sensibili sulle poche presenze che auspichiamo arrivino (se a distanza di una manciata di km la tassa in campeggio è la metà, è ovvio che la scelta cadrà sui comuni dove si paga meno). La nostra proposta è semplicemente di lasciarla invariata per quest’anno – un segnale forte che sarebbe ben compreso dagli operatori e consentirebbe di avere tutto il tempo necessario a pensare ad eventuali aumenti nel 2021».

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