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Coronavirus, due medici dell’ospedale di Cecina creano una raccolta fondi per la terapia intensiva
L’obiettivo è acquistare mascherine, cuffiette e un ventilatore polmonare I dottori: «Aiutateci ad affrontare l’emergenza»
CECINA. L’obiettivo primario è l’acquisto di mascherine, camici, occhiali e cuffiette per il personale di tutti i reparti. Poi c’è bisogno di un ventilatore per la terapia intensiva e di un ecografo portatile. Ecco lo scopo della raccolta fondi organizzata dal dottor Ubaldo Riccucci, anestesista e dal dottor Claudio Marabotti, cardiologo: entrambi impiegati all’ospedale di Cecina. I due hanno avviato una campagna online sulla piattaforme “gofundme” e, attualmente, hanno raccolto rispettivamente 41mila e 9mila euro. «L’ospedale di Cecina è pronto ad affrontare una situazione di normalità – spiega Riccucci – Ma, purtroppo, in caso di grande afflusso, la terapia intensiva potrebbe saturarsi rapidamente. Attualmente abbiamo 4 posti letto e 4 respiratori. Un ventilatore polmonare costa circa 15mila euro. Se ne avessimo uno in più potremmo garantire un ulteriore posto letto». Oltre alla raccolta fondi online, alla quale è possibile contribuire solo attraverso la carta di credito, è stato attivato un conto corrente dedicato. Chi vuole donare può far riferimento al IT43D0305801604100572144200.
«La risposta dei cittadini è stata al di sopra delle attese – commenta il dottor Marabotti – Spero che il materiale arrivi il prima possibile, così da garantire un rifornimento all’ospedale di Cecina. Colgo l’occasione per ringraziare quanti in questi giorni hanno contribuito, indipendentemente dalla cifra: sono già tantissimi e questo ci rende orgogliosi». L’iniziativa è stata appoggiata anche dal dottor Carlo Amadori, direttore di anestesia e rianimazione all’ospedale di Cecina e dal sindaco di Cecina Samuele Lippi. «L’obiettivo deve essere ambizioso – dice il sindaco – Possiamo combattere quest’emergenza solo facendolo tutti insieme. Ognuno deve fare la sua parte e tutti insieme possiamo sostenere il nostro ospedale: grazie a tutti coloro che daranno il proprio contributo».
Il dottor Riccucci è chiaro e lancia un appello: «I giorni che verranno potrebbero esaurire rapidamente le nostre dotazioni e mettere a repentaglio la vita di tutti gli operatori coinvolti nel loro lavoro. È per questo che mi rivolgo a tutti voi: il vostro, anche piccolo, contributo ci permetterà di accedere rapidamente, bypassando gli iter burocratici, all’acquisto di beni primari fondamentali (presidi di protezione e strumenti indispensabili nella nostra professione). È importante che ci sosteniate». Oltre alle mascherine, al ventilatore polmonare e all’ecografo portatile, serve anche «un videolaringoscopio - spiega il dottor Riccucci - perché il medico quando intuba un paziente deve avvicinarsi molto con il volto. Con una piccola videocamera sarebbe possibile rimanere a una maggiore distanza da chi è contagiato». La speranza è che i macchinari richiesti, una volta ordinati, possano arrivare in fretta, in modo tale che l’ospedale sia pronto il prima possibile ad affrontare un’eventuale afflusso di pazienti contagiati dal coronavirus.
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