Il Tirreno

Coronavirus, protestano i residenti di Castelnuovo: «Senza la Posta siamo fuori dal mondo»

Anna Cecchini
L'ufficio postale di Castelnuovo della Misericordia
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L'ufficio postale di Castelnuovo della Misericordia

I cittadini: «Con l’allarme sanitario ufficio chiuso, è rischioso mandarci nella sede a Rosignano»

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CASTELNUOVO. «L’emergenza coronavirus ci taglia fuori dal mondo. Basti pensare che per fare un prelievo al bancomat ci tocca andare a Rosignano Marittimo o Solvay, visto che da mercoledì 11 marzo hanno chiuso l’ufficio postale, dove potevamo prelevare soldi. È assurdo dire alla gente di restare a casa e poi, se dobbiamo ritirare contanti e pagare le bollette per i nostri anziani o per noi, mandarci assiepati dentro i locali della posta centrale».. È una protesta univoca quella dei residenti di Castelnuovo della Misericordia, frazione del comune di Rosignano che conta circa 850 abitanti, dove da mercoledì scorso, con la chiusura dell’ufficio postale, è impossibile prelevare denaro se no andando nel capoluogo. «L’unico sportello che avevamo a Castelnuovo – ripete il gruppo di cittadini - visto che già due anni fa la Banca popolare aveva chiuso la sede in piazza».

Loro, i residenti che protestano per l’assenza di servizi, sono circa una trentina. Tra questi un gruppo in rappresentanza di tanti altri, che si sentono davvero «esclusi dal resto del monto»: Claudio Ceccanti, Riccardo Franchi, Susanna Favilli, Andrea Vaglini, Fabrizio Morelli, Saverio Menicagli, Rudy Principi, Paolo Balzini. «Mercoledì 11 marzo – raccontano – un nostro concittadino ha trovato nella cassetta postale un tagliandino in cui veniva comunicato di recarsi alla posta a partire dalle 9. Il giorno dopo è andato e ha trovato l’ufficio chiuso, senza neppure un cartello sulla porta, che è stato messo nei giorni successivi». Da qui la levata di scudi di buona parte della comunità di Castelnuovo, «dove, lo ricordiamo, due anni fa è sparita anche l’unica banca che era rimasta e quindi il relativo bancomat. Il blocco dell’ufficio postale è la mazzata finale, soprattutto in considerazione di questa emergenza sanitaria. Facendo così non si aiuta la comunità, anzi si crea un problema e maggiore possibilità di contagio. In paese ci sono molte persone di una certa età, che magari possono avere necessità di ritirare soldi o fare operazioni alle poste.

Dato che ad ora le poste aperte sono a Marittimo e a Solvay, dovremmo portare le persone anziane fino a là, o, visto che è bene che rimangano in casa, andare noi a fare le operazioni necessarie». Una perdita di tempo ma soprattutto, «un rischio assurdo in questo momento in cui si chiede di non creare gruppi. Una scelta incomprensibile, che non aiuta certo i cittadini». Ecco che il gruppo, che ha già fatto presente al sindaco l’entità del disservizio causato dalla chiusura dell’ufficio postale, ha deciso di scrivere al primo cittadino una lettera, con tanto di raccolta firme, per chiedere che «a Castelnuovo venga riaperto o l’ufficio postale con il postamat o una filiale di una banca con sportello atm».

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di Redazione web