Gioco
Noi, al lavoro nonostante tutto: «Il nostro ruolo è necessario»
Farmacie, edicole, tabaccai e supermercati restano aperti: «Tanta tensione, ma teniamo duro. C’è bisogno di noi»
CECINA. Alzare la saracinesca di mattina non ha più lo stesso sapore che aveva fino a qualche giorno fa. E tirarla giù la sera, talvolta, è quasi un sollievo. Le nostre città sono spettrali, colpite da un nemico invisibile e svuotate per la sicurezza di tutti. Ma c’è chi continua a lavorare. Può farlo, per il servizio che offre, da decreto. Sono ad esempio farmacisti, addetti del supermercato, piccoli imprenditori titolari di tabaccherie e ferramenta. «Arriviamo la sera a casa con la tensione addosso - racconta Luca Salvatori, tabaccheria Smoke di Patrizia Creatini sul viale Marconi - E quindi parecchio stanchi. Ma non ci lamentiamo, è il nostro lavoro e c’è chi, come i medici, è in prima linea». La tabaccheria Smoke lavora a orario ridotto «e abbiamo sospeso lotterie e slot machine. Abbiamo guanti e mascherine, facciamo entrare due persone alla volta e abbiamo tracciato una riga davanti al bancone in modo tale che la gente mantenga la distanza di sicurezza». Anche la ferramenta Fm di via Diaz continua a lavorare.
«Finché ce la facciamo rimaniamo aperti perché vogliamo offrire un servizio - dice il titolare, Mirko Filippi - vendiamo soprattutto il carburante per le stufe». Anche Mirko Filippi lavora con mascherina e guanti (nella foto non ci sono perché è stata scattata qualche tempo fa). «Noi le mascherine le abbiamo finite - dice Alberto Giusti, edicola Lucarelli di corso Matteotti - Siamo aperti per permettere alle persone di comprare i giornali. La situazione è complicata, ma c’è poco da pensare dobbiamo rimboccarci le maniche». Anche alla farmacia Marchionneschi di corso Matteotti hanno finito le loro mascherine. «Alcune ce le ha regalate il dottor Melosi (il veterinario ndr) - spiega la dottoressa Silvia - Poi il titolare ha montato del plexiglass sopra il bancone». La vita è cambiata per tutti. Per chi deve stare in casa e per chi deve lavorare convivendo con la presenza costante del coronavirus.
«Certamente lavorare in queste condizioni è qualcosa che ti cambia - spiega Valter Geri, direttore del supermercato Conad della Vallescaia - Però noi dobbiamo esserci perché svolgiamo un ruolo necessario alle persone. Per quanto possibile, cerchiamo di mantenere lo stesso clima all’interno del supermercato. Siamo tutti preoccupati, ma dobbiamo svolgere il nostro compito anche nei momenti di difficoltà». Tra i negozi che possono rimanere aperti ci sono anche quelli che vendono alimenti per gli animali domestici. «I clienti entrano pian piano - spiega Cecilia Bencini, Mondial pet - Noi abbiamo mascherine, guanti e disinfettanti, oltre a lavorare con la porta aperta. È tutto molto difficile, anche perché siamo abituati a lavorare a contatto con i clienti». Il contatto è forse ciò che manca di più in questi giorni folli, che scorrono come se le nostre città si trovassero proiettate nella trama di un film.
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