Toscana
L'appello del nonno di Castiglioncello sul lenzuolo: «Vinceremo anche il coronavirus»
Mauro Frosali: «Ci viene chiesto di stare fermi e buoni a casa, nessuno viene mandato al Fronte»
CASTIGLIONCELLO. Si schermisce ripetendo di essere un sentimentale, come se un po’ si vergognasse di quello che ha fatto. Ma poi ripete con orgoglio che da giovedì pomeriggio ha visto automobilisti e pedoni soffermarsi davanti a casa sua e, dopo che avevano letto il messaggio che ha scritto su un lenzuolo appeso alla recinzione del suo giardino, ha intuito sui loro volti un sorriso di tenacia mista a speranza. Mauro Frosali ha 80 anni tondi e a suo modo ha voluto spronare il Paese. Come? Ricordando che gli italiani di emergenze ne hanno vissute tante, e che non devono lasciarsi abbattere. Mauro, che con la moglie Anna Valleri abita a Castiglioncello all’incrocio tra via Lungomonte e via dei Macchiaioli – proprio davanti alla piccola rotatoria che smista il traffico. Per cinquant’anni ha fatto il tecnico dei registratori di cassa. E anche adesso che è in pensione, ogni tanto va a dare una mano al figlio, che ha una ditta a Livorno. Ma da qualche giorno il suo obbiettivo è tirare su il morale dei cittadini, ricordando loro di essere persone resistenti.
Mauro ha sistemato un lenzuolo a terra e sopra ha scritto: “Classe 1940. Siamo nati sotto le bombe ma abbiamo creato una generazione e vincerà il virus. Forza italianiiii. 2 nonni”. Un messaggio con cui vuole scacciare la paura e ricordare a sé e ai suoi concittadini che le avversità si superano con la tenacia. «In questi giorni di emergenza – racconta – mi vengono in mente le tragedie e le emergenze che ho vissuto da piccolo. Mi ricordo quando con mamma si stava in fila per prendere 80 grammi di pane». Mauro, con la mascherina che gli copre i baffi di cui va tanto orgoglioso, allora si raccomanda: «Ci viene chiesto di stare fermi e buoni a casa, nessuno viene mandato al Fronte. Ci viene chiesto di fare il nostro dovere stando in casa, e noi dobbiamo farlo».
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