Il Tirreno

l'emergenza

Coronavirus, tra i ristoranti c’è chi chiude e chi regala il cibo deperibile

Divina Vitale
Una sala dell'hotel Tornese (dalla pagina Facebook della struttura)
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Una sala dell'hotel Tornese (dalla pagina Facebook della struttura)

Alcuni gestori hanno scelto di tirare giù le saracinesche h 24, non solo dopo le 18. E per non gettare gli alimenti qualcuno ha organizzato giornate di distribuzione

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CECINA. Si abbassano le saracinesche nei ristoranti della zona da Cecina a Marina, da Bibbona a Bolgheri a San Vincenzo: tra questi l'Osteria Magona, Enoteca Tognoni di Bolgheri, Da Mirko, pasticceria da Silvia, Ristorante Bar Olinto a Cecina, il Mister Wine pub a Marina di Castagneto, Io cucino a Bibbona, la Perla del mare a San Vincenzo, solo per citarne alcuni. La stretta del Governo, della Regione con la nuova ordinanza di chiusura totale delle Regioni italiana e la preoccupazione per il bene comune ha fatto sì che la maggior parte dei locali, con adesioni in costante aumento, abbiano deciso di chiudere le attività, almeno per quanto riguarda la ristorazione. I bar così come i ristoranti potrebbero star aperti dalle 6 alle 18 mantenendo le norme igieniche richieste e la distanza di sicurezza.

Poi ognuno sta decidendo in autonomia cosa fare. In molti hanno preferito chiudere. Da ieri sulle bacheche social si susseguono messaggi da parte di chef e titolari dei ristoranti che hanno deciso di chiudere. Il messaggio è univoco e si legge sulle bacheche: «Per il bene della collettività, per tutelare clienti e personale abbiamo deciso di chiudere. Con un grande punto interrogativo sulla nuova data di apertura». E c'è anche chi si muove in altri sensi, come Nicolò D'Andrea dell'hotel Tornese e pizzeria Elisa e Gabriele Dani di Disapore pizzeria che hanno messo a disposizione gratuitamente, a chi volesse, beni alimentari a rapido deperimento. «Cari amici - scrive - come immaginerete la chiusura dei nostri ristoranti per il decreto in vigore, ha creato una grande quantità di merce a breve deperibilità che non possiamo abbattere secondi i termini di legge. Latticini, yogurt, alcuni sughi pronti, verdure e tanto altro.

Abbiamo deciso di metterle a disposizione delle comunità con ritiro gratuito domani. Garantiremo la sicurezza come da decreto con ingresso contingentato. Se avete famiglie o persone da aiutare invitatele al ritiro che si terrà domani (oggi ndr) dalle 17 alle 18. La struttura alberghiera rimane comunque aperta per i clienti che non possono fermare la loro attivitá professionale rispettando le norme in vigore». «La preoccupazione è tanta - aggiunge Gabriele Dani - ma dobbiamo reagire e se possiamo aiutare lo facciamo. Abbiamo dato generi alimentari alle persone che sono passate a prenderle e ad associazioni di volontariato e alle suore di Cecina. Speriamo in una ripresa veloce». Nelle scorse ore, prima del decreto di zona rossa esteso a tutta l'Italia, si era formato un gruppo su Facebook a cui hanno aderito la maggior parte dei ristoratori toscani, uniti nel chiedere la chiusura delle attività durante l'emergenza.
 

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