Il Tirreno

Pioggia di disdette negli hotel di Cecina e nelle agenzie immobiliari

Michele Falorni
Una veduta di viale della Vittoria (foto Falorni/Silvi)
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Una veduta di viale della Vittoria (foto Falorni/Silvi)

Coronavirus, anche per il turismo la situazione è drammatica

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CECINA. Anche per il turismo la situazione è drammatica. Siamo a marzo e il coronavirus ha già inchiodato un intero comparto, tagliando le prenotazioni che reggono l'economia della nostra costa. Alberghi e agenzie immobiliari registrano le disdette che arrivano via posta elettronica un giorno dopo l'altro. Un quadro non immaginabile fino a due mesi fa, quando a 2020 appena iniziato gli scenari sembravano diversi. Ma la realtà è questa e a confermarlo sono i numeri, prova concreta della paralisi che ha investito il paese intero e, nel caso specifico, Marina di Cecina.

Il primo a parlare è Niccolò D'Andrea, la cui attività - l'hotel Tornese - si trova all'ingresso della frazione. I clienti, abituali o di passaggio, ne apprezzano l'accoglienza e i servizi. «Il problema - spiega - è che le rinunce arrivano da tutto il mondo e non solo dall'Italia. Avanti così e, per quanto riguarda il mercato estero, rischiamo di non recuperare più le presenze dell'estate. Chi scende da oltre confine prenota tra marzo e aprile e, in base alle ferie, sceglie il periodo in cui soggiornare. Ma dalle agenzie ricevo via internet molte rinunce. Per quanto concerne il nostro paese, succede lo stesso nel breve termine, ossia per queste settimane, ma se il momento cambiasse prima di Pasqua potremmo pensare a un ritorno nei mesi successivi». L'analisi di D'Andrea è precisa: l'imprenditore sottolinea che la crisi non riguarda soltanto la zona rossa - ovvero la Lombardia, l'Emilia Romagna e il Veneto - ma pure il Piemonte e l'intero nord.«Lavoro con la clientela business, ossia legata agli affari durante l'inverno, e i rappresentanti non si muovono più, mentre in estate affitto gli appartamenti alle famiglie. Spero che, passata la paura, il mercato torni a crescere. Nel breve periodo, ossia le prossime settimane, segno un - 90% e, valutando la stagione intera tra maggio e ottobre, al momento siamo tra - 50 e 60%. A breve il governo dovrebbe prospettare soluzioni legate al turismo. Speriamo che arrivino degli incentivi affinché il settore possa ripartire, perché al momento viviamo una catastrofe».

Insomma, un guaio, che Pietro Campanelli, titolare dell'agenzia immobiliare La Riviera, approfondisce. «Fino a quando il virus è rimasto in Cina - dice - abbiamo preso più prenotazioni dell'anno passato. I mesi di gennaio e febbraio hanno portato lavoro. Poi, da quando si è diffuso, la crisi si è acuita. Dal nord arrivano le telefonate di famiglie che, prima di tutto, chiedono se in questi giorni possono venire. Noi rispondiamo di aspettare almeno fino a domenica 15 marzo. Prendiamo però le prenotazioni per i mesi da giugno a settembre, valutando quale piega prenderanno gli eventi. Ci siamo chiesti inoltre cosa succederà sulla spiaggia. Una situazione mai provata».

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