Attenzione
Coronavirus, l'idea del Comune di Cecina: una rete per consegnare cibo a domicilio
Negozi e supermercati disponibili a collaborare. I cittadini: «È una buona idea, soprattutto per le categorie fragili»
CECINA. «Sembra di essere in un film - dicono in molti - Non è possibile che tutto questo stia succedendo qui e ora». È un’atmosfera strana quella che si respira passeggiando per le nostre città. Stop alle scuole, stop al teatro. E adesso stop anche al mercato. Il coronavirus è un’emergenza che non si vede. Ma si sente. Ecco perché l’amministrazione comunale, oltre alle varie ordinanze di cui è dato conto nell’articolo in basso, ha anche pensato alla possibilità di organizzare una rete di distribuzione per permettere la consegna a domicilio dei generi alimentari a tutti coloro che hanno difficoltà ad uscire. Il tema è stato al centro di una riunione a cui hanno partecipato associazioni di categoria, piccoli negozi e rappresentanti di grande e media distribuzione: praticamente tutti si sono detti disponibili a collaborare. I cittadini, da parte loro, sembrano apprezzare l’idea.
Il piano
Il “piano” per la consegna a domicilio del cibo ha come obiettivo quello di «mettere in piedi una rete di distribuzione dei generi alimentari - fanno sapere dal Comune - per andare incontro a tutti coloro ai quali è consigliato di ridurre al minimo la frequentazione dei luoghi pubblici». Per adesso un vero e proprio progetto d’azione non c’è, ma l’idea ha incassato l’ok, seppur con qualche punto interrogativo, di associazioni di categoria e grandi reti di distribuzione.
«Messa in atto difficile»
Alcuni dei marchi più importanti della grande distribuzione organizzata si sono detti disponibili a collaborare. «In alcuni punti vendita già si fa - dice Valter Geri, presidente del gruppo Conad del Tirreno - E siamo disponibili ad attrezzarci per andare incontro ai clienti che hanno bisogno. Certo è che al momento non siamo abbastanza strutturati». «È una bella idea - dicono da Unicoop Tirreno - Ma è molto complicata da attuare, soprattutto per la gestione delle consegne: si deve instaurare un rapporto di fiducia con chi ci apre la porta. Siamo comunque disponibili a collaborare. Al momento è un servizio che offriamo solo ad alcuni soci con determinate caratteristiche».
«Disponibili ad aiutare»
Disponibili a collaborare anche le associazioni di categoria. «Forse i negozi al dettaglio hanno meno difficoltà a organizzarsi rispetto ai grandi marchi - dice Massimo Marini, Confesercenti - perché spesso c’è un rapporto più diretto con i clienti». «È un’idea su cui lavorare - afferma Paolo Garzelli, Cna - il Comune ha dato la disponibilità a “sburocratizzare” le pratiche. Certo è che per trasportare gli alimenti servono i mezzi adatti». Anche Confcommercio si mette a disposizione: «Accettiamo volentieri. Probabilmente non sarà possibile per tutti, ma la disponibilità c’è», spiega la presidente cecinese Catia Giannoni.
«Una bella idea»
Ma i cittadini, cosa ne pensano di una rete di consegna degli alimenti a domicilio? «Guardi, non mi sembra possibile che stia succedendo questa cosa del coronavirus - dice Ninetta Campatelli - non me ne rendo ancora conto. Però l’idea della spesa a domicilio mi piace». D’accordo è Giuliana Gani: «È una cosa giusta, soprattutto per le persone anziane». «A me piace andare a fare la spesa e scegliere i prodotti - dice Miranda Tinagli - Però è un servizio utile». Secondo Cristopher Paiano e Annalisa Morini «è un’ottima idea, anche se non sarà di facile organizzazione». Per Clarissa Farinelli «avere la spesa in consegna a domicilio è senz’altro una comodità, soprattutto per le persone anziane». Sulla stessa linea anche Alba Santini e Alice Gavioli che concordano: «Sarebbe un servizio utile. Qualche supermercato già lo fa». «Anche perché aiuta le persone», conclude Aldo Castellani.
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