La protesta
Telefonia 5G, i comitati per la salute si appellano a Lippi: «È pericoloso, lo respinga»
Cecina, petizione al sindaco per prendere posizione contro il nuovo standard della comunicazione: "Gli scienziati indipendenti non hanno mai detto che non fa male"
CECINA. Nella biblioteca comunale si è tenuta un’assemblea sui pericoli del 5G, la quinta generazione di telefonia cellulare che diverrà lo standard entro i prossimi due o tre anni e che è già in sperimentazione in numerose località in Italia e nel mondo. Sala della biblioteca piena, sono intervenuti il professor Bruno Cheli, docente all’università di Pisa, che ha introdotto il tema con la dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa di Isde medici per l’ambiente.
Presenti i consiglieri regionali Monica Pecori e Tommaso Fattori, l’avvocato Vigni (Atto primo) di Siena, esponenti dei comitati Stop 5G di Lucca, Prato e il comitato Salute pubblica di Cecina, come promotore e organizzatore della iniziativa.
Dalle relazioni è emerso come «la tecnologia 5G differisca sensibilmente dai precedenti standard di telefonia. Da una parte presenta maggiori potenzialità tecniche (internet più potente e veloce e l’Internet delle cose), mentre dall’altra suscita non poche preoccupazioni per i rischi riguardanti la salute, l’ambiente, la privacy, l’uso militare e altro ancora». Il 5G fa uso di onde millimetriche che, per una ottimale propagazione, richiedono una densità di antenne molto superiore agli standard precedenti. Oltre che sui normali ripetitori, le antenne 5G verrebbero istallate «sui lampioni della luce, nei tombini, nei centri commerciali e in tutti i luoghi affollati. Inoltre, un numero ancora imprecisato di satelliti artificiali (si parla di 20-30.000) saranno messi in orbita per irradiare il 98% della superficie terrestre, andando anche a ostacolare l’osservazione astronomica da terra», spiegano dal comitato.
I vari interventi che si sono succeduti e il dibattito che è seguito si sono incentrati soprattutto sui rischi sanitari, «su cui lanciano l’allarme numerosi scienziati di fama internazionale – è stato sottolineato – che chiedono di fermare la diffusione di questa tecnologia fino a quando ne siano stati accuratamente valutati i possibili rischi per la salute. Sono state espresse preoccupazioni anche per la sorte degli alberi presenti nelle città che, rappresentando dei potenziali ostacoli alle onde del 5G, rischiano di essere abbattuti in gran numero».
In considerazione di queste criticità, oltre 160 Comuni hanno già adottato provvedimenti per garantire la salute dei cittadini «nel rispetto del principio di precauzione sancito dalla Costituzione , dichiarando la propria contrarietà al 5G in mancanza delle necessarie garanzie per la salute». Tra questi Guardistallo. A conclusione dell’incontro, i comitati e le associazioni promotrici dell’iniziativa – comitato Salute pubblica della Val di Cecina, Legambiente Costa Etrusca, Tavolo per la pace della Val di Cecina, Medicina democratica e Movimento ambientalista cecinese – hanno proposto una petizione al sindaco Samuele Lippi affinché emani un’ordinanza volta a impedire l’installazione del 5G, zalmeno fino a quando ne sia accertata l’innocuità per mezzo di opportune ricerche finanziate con fondi pubblici e svolte da scienziati non legati alle industrie». La mozione è stata approvata all’unanimità.
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