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Azienda di giardinaggio non dichiara 300mila euro

Azienda di giardinaggio non dichiara 300mila euro

Secondo le Fiamme gialle avrebbe denunciato solamente diecimila euro l’anno Contestate “società schermo” intestate ai dipendenti: 4 indagati per frode fiscale

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ROSIGNANO. Conosciuto per l’elevata professionalità e per i suoi prezzi concorrenziali, all’anno dichiarava però solamente diecimila euro. Un’incongruenza che non è passata inosservata agli occhi delle Fiamme gialle di Cecina, che hanno controllato una ditta di giardinaggio di Rosignano Marittimo, di cui gli investigatori però non hanno voluto rivelare il nome. La verifica fiscale ha consentito di acquisire conferma su quanto ipotizzato, «ovvero dell’esiguità del reddito dichiarato rispetto a quanto realmente guadagnato, ossia 300 mila euro in cinque anni», spiegano in una nota i militari della tenenza cecinese, guidati dalla tenente Elena Mariotti.

Il titolare della ditta – attiva nella cura e nella manutenzione del paesaggio, compresi parchi e giardini – per evitare di corrispondere le imposte utilizzava altre due aziende intestate ai propri dipendenti, ma di fatto gestite in proprio, fatturando interventi di giardinaggio agli ignari clienti convinti di intrattenere rapporti solo con la prima. I clienti, invece, ricevevano la fattura dai dipendenti, fittiziamente titolari di “aziende schermo” che poi non presentavano le dichiarazioni e non versavano le imposte.

Un meccanismo illecito che ha permesso allo specialista del verde di evitare sia la fatturazione delle prestazioni eseguite, sia il pagamento degli oneri contributivi e previdenziali riferiti agli stessi dipendenti, i quali in pratica anziché ricevere la busta paga, emettevano false fatture con Iva a credito per il loro datore di lavoro, che poi se la portava in detrazione dai propri debiti con l’erario.

La complessa attività di polizia tributaria, che ha interessato cinque annualità, ha portato al recupero a tassazione di una base imponibile di Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) e Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive) di 300mila euro e alla constatazione di un’imposta sul valore aggiunto evasa di oltre settantamila euro, consentendo inoltre di segnalare agli istituti previdenziali retribuzioni corrisposte in nero per più di 75 mila euro, con la richiesta del recupero dei contributi per trentamila euro e con la denuncia alla procura di quattro persone per frode fiscale.

Gli accertamenti seguono quelli di pochi giorni fa, sempre da parte della tenenza di Cecina, nei confronti di cinque badanti che cucinavano e si prendevano cura delle case dei proprietari, talvolta accudendo i proprietari. Persone che per anni non avrebbero presentato la dichiarazione dei redditi, evadendo le tasse. Tutte, ora, dovranno pagare le imposte non versate e le sanzioni per la violazione. Sono una donna di 62 anni che ha lavorato per una famiglia di Castagneto senza dichiarare dal 2014 al 2018 oltre 57mila euro, una 57enne che ha operato a Bolgheri senza denunciare 43mila euro, una 60enne che ha lavorato a Livorno senza dichiarare 44mila euro di redditi, una 51enne che ha omesso di dichiarare 55mila euro e una 40enne che non ha denunciato 35mila euro. —

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