Il dolore
«Pineta devastata da insetti e vento Ma viene curata in modo accurato»
Celati (carabinieri forestali) chiede pazienza ai cittadini «400 alberi caduti, ma già piantati 600 frassini e querce»
VADA. È vero che le forti raffiche di vento che si sono abbattute sulla costa prima di Natale hanno abbattuto circa quattrocento pini, ma è anche vero che il reparto forestale dei carabinieri ha già messo a dimora 600 piante, fra querce e frassini. A spiegare gli interventi che sono stati effettuati e quelli che sono in programma per la manutenzione della pineta che corre tra l’abitato e il lungomare di Vada, è il tenente colonnello Massimo Celati della sezione carabinieri forestali.
E risponde anche alle proteste dei cittadini, che abbiamo riportato sul giornale di ieri.
«Vorrei rassicurare i cittadini - spiega Celati - sul fatto che l’attività di gestione dell’area è sempre stata e prosegue in maniera continua con l’impiego del personale operaio appositamente assunto dall’amministrazione. Viene infatti svolta una periodica manutenzione del bosco, della sentieristica e degli arredi presenti, attraverso interventi selvicolturali eseguiti con criteri naturalistici come richiede propriamente il sito, che rappresenta una risorsa ambientale unica per la Provincia di Livorno, censita negli elenchi della Rete natura 2000 della Comunità europea».
Celati spiega di «condividere la preoccupazione dei cittadini per le numerose piante cadute o secche in piedi che purtroppo sono presenti nell’area. Ciò è dovuto a due fenomeni negativi che si sommano nell’area specifica e sono dovuti da una parte alla diffusione inarrestabile del “Matsucoccus feytaudi”, una cocciniglia pericolosa per il pino marittimo, che ha causato il disseccamento di tutta la fascia radicata nella zona del Tesorino». Celati spiega che la scomparsa della fascia costiera della pineta ha portato, con la tempesta di vento dello scorso 21 dicembre, al crollo di circa 400 piante di pino domestico. «Pari rilevanza negativa - dice ancora il tenente colonnello - ha avuto e ha tuttora il fenomeno erosivo che ha rimaneggiato la duna costiera, arretrando l’arenile di diverse decine di metri».
Celati sottolinea però che per contrastare il deperimento dell’area già da due anni vengono impiantate centinaia di piante arboree latifoglie al posto del pino. « Per questa ragione - prosegue - nell’area costiera sono state piantata 600 piante tra frassini e querce e sono stati liberati i sentieri, che sono accessibili senza rischio per i cittadini». Per quanto riguarda la zona della pineta più lontana dal lungomare, sempre in zona Tesorino, Celati spiega che «è in corso la procedura di vendita del legname caduto a terra mediante asta pubblica, con l’obiettivo di sgombrare entro qualche mese la zona dai pini domestici caduti». Il tenente colonnello affronta anche la situazione della pineta più a ridosso del paese, quella tra il campo sportivo e la zona di Pietrabianca. «Aspettiamo da anni - dice - i lavori di protezione dal moto ondoso, per procedere alla ricostituzione del bosco, impiegando essenze idonee e meno sensibili ai danni da vento. I lavori di consolidamento della costa sono partiti e a settembre, o comunque quando saranno terminati, potremo fare una operazione di piantumazione e posizionamento degli arredi urbani che potranno essere usati».
Ecco che Celati chiede ai cittadini di Vada «di avere un po’ di pazienza perché la natura ha i suoi tempi e chi gestisce un’area naturalistica di grande pregio non può prescindere da criteri che la natura stessa suggerisce. Diversamente si rischierebbe di snaturare la Riserva». —
A.C.
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