Toscana
Quel polmone verde patrimonio di tutti tra alberi caduti e atti vandalici
I residenti protestano per la cattiva manutenzione della pineta di Vada: «Servono pulizia periodica e controlli»
VADA. I residenti la considerano una sorta di grande giardino pubblico, dove tutti potrebbero andare a passeggio per godersi qualche ora di relax nel verde. Ma soprattutto la considerano uno dei simboli del paese, apprezzato anche dai turisti che a Vada scelgono di trascorrere le loro vacanze.. Parliamo della pineta che separa il paese dal lungomare, estendendosi fra il campo sportivo e la zona di Pietrabianca. Ma anche del tratto più a sud, ossia quello fra Punta Tesorino e la zona del Molino a fuoco. Ecco, i cittadini sottolineano quanto queste due pinete, che sono “classificate” come riserva biogenetica e fanno capo alla Forestale, in realtà ormai da anni siano state abbandonate. Pini abbattuti dal vento, sottobosco divenuto un groviglio e atti vandalici che hanno distrutto panchine e tavoli che anni fa erano stati posizionati per rendere maggiormente accoglienti le due aree verdi. «Nella zona di Pietrabianca - spiega Massimo Nelli, che abita in zona Fanfani - vedo pini pericolanti che molto spesso pendono anche lungo la strada, e poi le panchine sono sparite. Per non parlare della zona dietro al campo sportivo, lasciata nel totale abbandono». Dello stesso parere un altro residente, Moreno Sandrini: «È una pineta disgraziata - taglia corto - e sono urgenti due tipi di intervento: prima di tutto va eseguita una pulizia generale con il taglio degli alberi che sono in condizioni peggiori, e poi vanno ristrutturati panchine e tavoli che chiaramente risentono delle intemperie ma anche degli atti vandalici. Il tratto dietro al campo sportivo non esiste più, c’è da sperare che una volta realizzati i pennelli sia riportata la spiaggia e poi la pineta possa tornare orgogliosa». Gli fa eco Roberto Creatini, presidente della Pro Loco, che sottolinea come «ormai da molti mesi la pineta è in una condizione di totale abbandono. Eppure è un patrimonio ambientale, che infatti è considerato come riserva biogenetica, molto apprezzato anche dai turisti». «È chiaro - commenta anche Enrica Bargelli - che proprio perché si tratta di una riserva biogenetica va curata con attenzione, il sottobosco deve essere pulito e gli alberi caduti devono essere ripiantumati».
Chiede una manutenzione adeguata del polmone verde che corre fra l’abitato e il lungomare, sia a ridosso del paese che più a sud prima della Mazzanta, anche Mario Baldeschi. «La pineta del Tesorino, dalla pizzeria la Ventola fino al Mulino a fuoco ed oltre, è in stato di completo abbandono, pini essiccati o caduti che ostruiscono anche le vie di accesso ed i camminamenti. La fruibilità è impedita ai cittadini ma lo è anche per eventuali interventi in caso di incendi che si propagherebbero con facilità visto tutto il materiale secco presente».
Infine Ugo Tarchi, che spiega come «la pineta ormai è abbandonata a se stessa.La zona biogenetica è un’area di mantenimento dove non si può realizzare nulla, quindi c’è da capire a chi spettano pulizia e potatura. Fatto sta che dietro al cimitero la pineta è davvero fatiscente. Sarebbe meglio annullare la riserva biogenetica, così da poter pulire e utilizzare le pinete della frazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
