Il Tirreno

politica 

Caos nella Lega, Scarascia e Niccolini nel gruppo misto

Alessandra Bernardeschi

Manfredi Potenti ribadisce «Riconosciamo solo  Roberto Biasci». I “dissidenti” «Stiamo ricevendo tanti  attestati di solidarietà» 

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ROSIGNANO. «Abbiamo appreso solo dalla stampa che io e Fabio Niccolini, entrambi consiglieri comunali eletti nella lista della Lega Salvini Premier, saremmo stati espulsi dal partito. A noi non è arrivata alcuna telefonata o mail, nessuno che ci abbia chiesto un chiarimento. Aspettiamo la comunicazione ufficiale».Queste le parole di Stefano Scarascia all’indomani della notizia che la Lega ha deciso di disconoscere i due consiglieri. Il via a questa vicenda lo ha dato la decisione, da parte di Fabio Niccolini e dello stesso Scarascia, di cambiare capogruppo in consiglio comunale.Di fatto al posto di Roberto Biasci è stato nominato Scarascia. Una manovra che non è piaciuta ai vertici della Lega che nel corso di una riunione della segreteria regionale hanno deciso di espellere i due consiglieri. Come cambierà adesso l’assetto dei gruppi in consiglio comunale? «Quando arriverà la comunicazione ufficiale - dice Scarascia- in prima battuta, secondo una interpretazione del Regolamento comunale, dovremo sedere nei banchi del gruppo misto. Poi vedremo». Intanto il deputato Manfredi Potenti chiarisce: «Scriverò al presidente del Consiglio comunale di Rosignano Marittimo. Dopo ciò che è accaduto riconosciamo politicamente, quale rappresentante della Lega, solo Roberto Biasci. Anche a noi non è arrivato niente di scritto da parte di Scarascia e Niccolini che facesse pensare a questa azione del tutto autonoma». In una lettera aperta agli elettori Scarascia e Niccolini sottolineano invece che «la situazione di disagio e difficoltà era nota da mesi alla dirigenza locale». Secondo i due consiglieri «gli atti di espulsione si configurano come una ritorsione politica e dimostrano assoluto disprezzo dell’autonomia dei rappresentanti liberamente eletti; non ci siamo mai discostati dalla linea politica della segreteria federale della Lega. Stiamo ricevendo numerosi attestati di solidarietà politica da parte dei militanti». I due consiglieri ribadiscono l’impegno politico ed istituzionale «chi ha assunto la decisone delle nostre espulsioni se ne assume, ora e per il futuro,la responsabilità politica non solo nei nostri confronti ma soprattutto nei confronti degli elettori». Ci «hanno processato senza avvocato difensore», dice Scarascia. Strappo dunque all’interno di un partito la cui lista, alle amministrative, aveva raggiunto quasi il 20% dei voti. La prima ad andarsene è stata Donatella Di Dio, candidata a sindaco del centro destra che, a giugno, è passata al gruppo misto. «Dispiace - ha detto Potenti - ma c'è da dire che Lega ha avuto una crescita esponenziale in pochi anni; ciò non ha permesso alle persone di crescere assieme. Il nostro è un partito verticistico che non si porta dietro, come altri, le criticità». —

Alessandra Bernardeschi

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