Gioco
Il conte Gaddo riapre la strada ma fa di nuovo ricorso al Tar
Della Gherardesca rispetta l’ordinanza di ripristino della strada Torre di Donoratico «Ma la via è su una proprietà privata e non può essere considerata vicinale»
CASTAGNETO. Via la catena a valle e cancello aperto a monte. Lo dice Gaddo della Gherardesca, lo confermano gli atti del Comune di Castagneto Carducci. L’ordinanza sindacale di ripristino della via vicinale “Torre di Donoratico-La Valle” è stata rispettata e su quella strada si potrà transitare liberamente. Si tratta del tracciato, lo ricordiamo, raggiungibile da via dell’Accattapane, che si inerpica per i colli in direzione della torre.
Ma il conte Gaddo della Gherardesca, che è uno dei proprietari dei terreni su cui insiste la strada, non si ferma qui. «C’è un ricorso al Tar - spiega - affinché quella strada non sia più compresa tra le vie vicinali dato che è un tracciato che passa in una proprietà privata». Ma andiamo con ordine e ripercorriamo il percorso a ritroso. Fino a pochi giorni fa il transito sulla strada Torre di Donoratico era impedito da una catena, montata a valle e da un cancello, installato a monte e chiuso.
Il 3 ottobre il Comune di Castagneto ha ordinato di garantire il libero accesso a quel tracciato. Un tempo all’inizio del sentiero c’era un cartello che ne indicava la natura di strada vicinale di uso pubblico. Poi l’indicazione è misteriosamente sparita. Già nel 2015 la polizia municipale indagò e invitò la sindaca Sandra Scarpellini ad adottare un’ordinanza di ripristino. Nel tempo quella strada è sempre rimasta chiusa.
Fino ad ora. Perché il conte Gaddo della Gherardesca, uno dei destinatari dell’ingiunzione di ripristino dei luoghi, ha tolto la catena che si trovava all’imbocco della via. «Abbiamo anche aperto il cancello - spiega - Ma parallelamente ci siamo rivolti al Tribunale amministrativo regionale». Il conte non ha mai fatto mistero della sua posizione: secondo lui quella via non può essere considerata via vicinale ad uso pubblico, perché di fatto sbucherebbe in un’area di proprietà privata.
«Si dice strada vicinale pubblica una strada che collega due luoghi pubblici - ha sottolineato il conte Gaddo dopo la pubblicazione dell’ordinanza - Nel caso specifico della via in questione questo non avviene, perché collega l’Accattapane con boschi che sono di proprietà privata e, quindi, non c’è nessuna ragione per poterla definire pubblica. Abbiamo dunque avviato un percorso legale per far sì che il tracciato sia riconosciuto come privato».In attesa di capire che cosa deciderà il tribunale, catena e cancello sono stati tolti, come ordinanza stabiliva.
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