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Coronavirus, kit di protezione ai medici di base e domande al telefono ai pazienti malati
L’Asl ha distribuito guanti e mascherine, però senza filtro
ROSIGNANO. L'azienda sanitaria locale ha distribuito ieri i dispositivi di protezione individuale ai medici di famiglia del territorio. Chi si attendeva camici usa e getta, guanti sterili e mascherine con filtro è andato deluso. Niente di tutto questo. Il materiale distribuito è composto da 10 normali mascherine, senza filtro, e due mascherine con visiera. L'Asl darà la fornitura completa comprensiva di camici usa e getta e guanti sterili, solo in caso di persone affette da Codiv 19, ossia il coronavirus, e che abbiano necessità di essere seguite a domicilio. «Al momento ci dobbiamo attenere scrupolosamente all'ordinanza del presidente della Regione e a quelle ministeriali - spiega il dottor Andrea Panetta dell'Aft (Associazione funzionale territoriale) di Cecina - ossia colloquio telefonico con i pazienti ed evitare affollamenti presso gli studi medici». Se un paziente chiama per febbre e sintomi simili all'influenza «il medico attua il triage, cioè pone al paziente alcune domande relative ai sintomi o ad eventuali contatti con persone provenienti dalle zone a rischio.
Le mascherine di cui ci hanno dotati vanno indossate durante le visite domiciliari che rientrino nella normalità. Il triage sembra comunque stia funzionando ed i pazienti, al momento, reagiscono bene. Al momento non vi sono particolari situazioni a rischio sul territorio». «Ci stiamo organizzando - dice Marco Bolognesi coordinatore Aft 6 di Rosignano Marittimo - sabato 29 febbraio avremo una riunione, presso la Casa della Salute di Donoratico, con tutti i medici di famiglia della zona, compreso quelli di Piombino, alla presenza del dottor Spartaco Sani primario di malattie infettive di Livorno». La situazione è nuova per i medici anche sotto l'aspetto normativo, «tante le disposizioni da conoscere - continua Bolognesi - compresi gli aspetti più tecnici a partire dai certificati da inviare all'Inps per coloro che sono sotto sorveglianza» ossia in quarantena. Ad esempio in regime di sorveglianza sanitaria ci sono due famiglie a Rosignano Solvay; la prima arrivata a Rosignano Solvay da Castelpusterlengo, la seconda sorveglianza è stata attivata nei confronti di un lavoratore rientrato nel fine settimana da una trasferta nel nord Italia; trasferta che ha toccato anche i Comuni all'interno della zona rossa per il Covid 19. Al momento, assicura il sindaco Daniele Donati, «tutte le famiglie non presentano sintomi di malattia».
Da giorni i medici di famiglia attendevano camici usa e getta, mascherine con filtro e tutti gli accessori per poter svolgere al meglio e in sicurezza il lavoro. Perché gli stessi medici che venissero a contatto, a loro insaputa, con casi positivi a Coronavirus, potrebbero essere essi stessi fattori di contagio incontrando altri pazienti sani. «Un problema che esiste - dice Bolognesi - per questo è importante il triage telefonico, capire se le persone che hanno la febbre e chiamano il proprio medico provengano, ad esempio, da luoghi dove si sono riscontrati focolai. Fortunatamente nella nostra zona, al momento, siamo abbastanza tranquilli. Inoltre la patologia non è particolarmente preoccupante. E' simile ad un'influenza con la differenza che, per quest'ultima, esiste il vaccino».Cosa deve fare un cittadino con la febbre, raffreddore e problemi respiratori? «Chiamare il proprio medico - dice Bolognesi - il quale, telefonicamente, porrà alcune domande». Il medico scriverà su una scheda i dati del paziente, se ha soggiornato all'estero o in Italia in zone a rischio, se ha avuto contatti con persone rientrate dalle zone a rischio o con familiari di casi sospetti. Sempre durante la telefonata dovrà essere effettuata una valutazione clinica. A seconda dello stato di salute e delle risposte date dal paziente, il medico di famiglia può richiedere l'attivazione del 118.
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