Sicurezza
Trappole e tagliole sul fiume: denunciato un pensionato di 70 anni
Livorno: l'uomo è residente a Cecina e catturava illegalmente fagiani, tassi e istrici. La polizia provinciale si è appostata e lo ha sorpreso all’alba vicino all’ospedale
CECINA. Dopo essere riusciti a disarmare le trappole, salvando gli animali, si sono appostati nella boscaglia in attesa del bracconiere. E all’alba, mentre tornava sperando di recuperare la selvaggina, lo hanno fermato e denunciato per l’esercizio della caccia in periodo di divieto generale e per aver usato dei mezzi di cattura vietati.
Gli agenti della polizia provinciale di Livorno, guidati dal comandante Maurizio Trusendi, martedì 18 febbraio sono andati a colpo sicuro sul fiume Cecina. Sorprendendo un pensionato cecinese di 70 anni con una trappola armata di congegno a scatto e le esche (mele e patate, di cui fagiani, istrici e tassi sono ghiotti), 14 tagliole per la cattura di esemplari più piccoli e una trappola «del tipo Larsen ideata» utilizzata per uccelli come gazze e cornacchie.
Quasi ogni mattina – secondo quanto ricostruito dai poliziotti – alle prime luci dell’alba l’uomo andava a recuperare gli animali intrappolati nel corso della notte, visto istrici e tassi si spostano proprio con il buio. La zona è quella stretta fra l’ospedale il fiume Cecina, molto ricca di fauna selvatica. Istrici, tassi e fagiani, in quell’area, sono le specie più comuni e anche le stesse, probabilmente, che il settantenne riusciva a catturare più frequentemente nel corso delle sue operazioni.
Ma per fortuna, grazie all’intervento degli agenti provinciali, trappole e tagliole sono state sequestrate ed è partita l’inchiesta penale della procura di Livorno. A carico del pensionato, che avrebbe operato solo per sé e non per rivendere ad altri le prede catturate, è stata inflitta anche una sanzione amministrativa.
Il lavoro dei poliziotti non è stato semplice. Nei giorni precedenti all’appostamento, infatti, pattugliando la zona avevano notato le trappole, che hanno subito disarmato per evitare che venissero catturati gli animali. Poi, segnandosi sulla mappa il punto esatto in cui erano state scoperte, si sono appostati nel bosco fino all’alba di martedì scorso, sorprendendo il settantenne mentre riarmava la trappola da loro disarmata per cacciare illegalmente istrici, tassi e fagiani.
È grazie a questa sua operazione che, cogliendolo in flagranza di reato, gli agenti lo hanno potuto denunciare per l’esercizio della caccia in periodo di divieto generale e per aver usato dei mezzi di cattura vietati. «Pur essendo una località vicina al centro urbano – concludono gli agenti – la presenza di vegetazione arbustiva, frutteti, orti e l’abbondanza di acqua, hanno permesso a molte specie di fauna selvatica, come tassi, istrici, volpi e fagiani, di trovarvi il proprio habitat. Motivo per cui la zona rientra tra quelle che vedono un costante impegno di sorveglianza da parte della polizia provinciale». —
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