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Dreamers, un progetto contro il razzismo alle medie Galileo Galilei

Michele Falorni
Dreamers, un progetto contro il razzismo alle medie Galileo Galilei

Tredici insegnanti del plesso cecinese hanno trascorso periodi di studio in diversi Paesi europei con l’Erasmus Il ricordo di Rodari e Malaguzzi 

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CECINA. Si chiama Dreamers, sognatori, e si traduce con lotta al razzismo, inclusione ed educazione per i figli dei migranti. Il progetto ha coinvolto per il terzo anno consecutivo le medie Galileo Galilei, con 13 insegnanti che hanno trascorso una settimana all’estero per migliorare il proprio metodo d’insegnamento e aiutare chi arriva da oltre confine e chiede aiuto.

Non solo: venerdì pomeriggio, nella sede di Palazzi, il preside Marco Benucci e l’assessore comunale alla cultura Lucia Valori hanno introdotto la conferenza di Franco Fabbro, medico e professore universitario, sul tema, molto attuale, “Identità culturale e violenza: riflessioni e proposte educative”. Alla quale hanno partecipato numerosi docenti.

Erano presenti i professori Anna Arzilli, Francesca Sammartino, Francesca Sboarina, Mario Settino, Pierina Siconolfi, Corradina Signorini, Maria Luisa Bertocci, Francesca Brunone, Lucia Corsini, Lucia Cruschelli, Cristina Gotti, Antonella Lorusso, Barbara Sorce, Elena Righi e Sabina Sandri hanno passato, nel tempo, sette giorni tra Spagna, Grecia, Repubblica Ceca e Irlanda, concretizzando così il progetto Erasmus+ esplicato in corsi di inglese base e avanzato, competenze interculturali e informatica.

Lezioni finanziate dall’Unione Europea con 21 mila euro che hanno coinvolto materie di area umanistica, scientifica e artistica, ampliando ogni bagaglio personale di conoscenza.

Cruschelli, coordinatrice dell’attività, ha spiegato che gli insegnanti hanno visitato anche le scuole e che le Galilei hanno già presentato un’altra richiesta per proseguire in futuro l’esperienza ampliandola a 19 persone. Per quanto riguarda il seminario con Franco Fabbro, introdotto da un concerto breve al pianoforte seguito da numerosi professori, il preside ha sottolineato che il disagio tra i ragazzi è spesso palpabile e di conseguenza servono gli strumenti per comprenderne l’origine e analizzarne le difficoltà di relazione.

L’assessore Lucia Valori, nel breve saluto, si è complimentata con l’istituto per la capacità di affrontare un tema scottante ascoltando il parere di un esperto. E ha ricordato i cento anni dalla nascita di Gianni Rodari e Loris Malaguzzi, padri di una pedagogia nuova e autori del primo passo verso la costruzione di una identità aperta – che oggi significa relazione alla pari con gli altri paesi europei – che non sfoci nella violenza, declinata nelle sue peggiori forme. Serve un legame stretto con il territorio, punto di partenza indispensabile.

La parola è poi passata all’ospite, ordinario di psicologia dello sviluppo all’università di Udine, per la spiegazione completa dell’argomento, su cui ha scritto più di un libro, e sul dibattito aperto con gli insegnanti presenti in sala. —

Michele Falorni

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