Attenzione
Sì al reddito di cittadinanza per 400 rosignanesi
Il sindaco Donati: «Stiamo verificando come avviare un centinaio di queste persone a lavori socialmente utili». Previsti periodi di formazione
ROSIGNANO. Sono 400 i cittadini tutti residenti nel comune di Rosignano Marittimo che attualmente percepiscono il Reddito di cittadinanza. Persone che dunque non hanno un lavoro fisso, per lo più disoccupati. Almeno un centinaio di questi potrebbero essere interessati ad un primo utilizzo in lavori socialmente utili. A snocciolare i numeri il sindaco Daniele Donati. . «Circa 400 residenti attualmente percepiscono il Reddito di cittadinanza - spiega il sindaco - non tutti arrivano al massimo contributo ma sono suddivisi in diverse fasce». Dipende se hanno una casa di proprietà, un lavoro a tempo determinato, se hanno figli. «Di questi, circa un centinaio potrebbero essere chiamati a svolgere lavori socialmente utili: 8 ore alla settimana da svolgere in vari settori anche rispetto alle necessità del Comune e dei requisiti che hanno questi cittadini».
Il Comune di Rosignano non ha mai attivato direttamente, se non in rare eccezioni come nel caso di alcuni anni fa dove vennero impiegati in lavori socialmente utili un gruppo di 12 immigrati che aderirono spontaneamente al progetto, percorsi di questo genere. «Il Rei - continua il sindaco - non prevedeva questo tipo di inclusione sociale. Le persone, circa 120, venivano seguite dagli assistenti sociali e traverso un programma che prevedeva anche la formazione o la riqualificazione, venivano aiutate ad avviarsi alla ricerca di un lavoro; veniva seguita l’intera la famiglia».
La normativa è cambiata e il Reddito di cittadinanza prevede, oltre a periodi di formazione e riqualificazione, anche l’impiego in lavori socialmente utili. «Per comprendere come sia possibile sviluppare questo percorso, i tecnici del Comune stanno seguendo corsi di formazione specifici che hanno come obiettivo - spiega Donati - quello di mettere in atto le procedure previste per impiegare questi cittadini all’interno di lavori socialmente utili. Un percorso non semplice in questa prima fase che deve sicuramente prevedere un periodo di formazione. Dobbiamo capire come poter utilizzare queste persone, come stanziare fondi per la formazione, per le assicurazioni necessarie per il materiale antinfortunistico e dunque con quali risorse coprire le spese che il Comune dovrà sostenere».
Un percorso che ancora si prospetta lungo. Intanto spetta anche al Comune controllare che tutti coloro che percepiscono il Reddito di cittadinanza abbiamo i requisiti necessari. «I controlli - così come prevede la normativa- vengono fatti a campione e attraverso la nostra banca dati. L’obiettivo è quello di verificare che ciò che è stato dichiarato dai cittadini che percepiscono il Reddito, sia veritiero».
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