Il Tirreno

Parere favorevole della regione 

Porto: opere a terra escluse dalla Via ma l’ultima parola spetta al ministero

Maria Meini
Porto: opere a terra escluse dalla Via ma l’ultima parola spetta al ministero

Ex Villaggio francese, tutto rinviato all’intervento di ripascimento che prevede tre pennelli

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La Regione ha sbloccato l’iter amministrativo per la realizzazione delle opere a terra del porto di Cecina. Il 10 febbraio la giunta regionale ha trasmesso il proprio parere al ministero per l’Ambiente. Parere positivo, che non richiede l’attivazione della Via (la valutazione di impatto ambientale). Una scelta che fa la differenza, perché se fosse stata richiesta la Via i tempi di approvazione sarebbero stati dilatati, e di conseguenza anche i tempi d’intervento. L’ultima parola però spetta al Ministero. Le tappe? I più ottimisti sperano che entro l’estate 2020 arrivi il via libera alle opere a terra, contenute nella variante urbanistica presentata dalla Porto Spa. A quel punto l’iter può procedere con la richiesta dei permessi a costruire.

Intanto restano aperti altri due fronti: quello fondamentale della vendita, e il recupero dell’ex campeggio dei francesi, alle Gorette. Due concessioni diverse, ma collegate tra loro perché nell’ex villaggio francese è prevista la realizzazione di una struttura ricettiva collegata al porto.

Il 31 gennaio era la data indicata come termine per la stipula del rogito tra Porto Spa e Acefold per la compravendita del porto di Cecina. I primi di febbraio Giuliano Matteoli, presidente della Porto Spa, ha dichiarato al Tirreno che è stato nominato un pool di notai e avvocati incaricati della stesura del contratto. Con Acefold è stato siglato il preliminare di vendita il 27 giugno 2019, avallato da due fidejussioni con la svizzera Ubs per oltre due milioni di euro. Acefold è una società registrata a Gibilterra da un pool di investitori svizzeri, russi e americani. E rappresentata in Italia dal gruppo grossetano Piccionetti Group spa, che da 40 anni opera nel settore edile e turistico e che attraverso la Sandy Beach ha acquisito l’ex campeggio dei francesi.

Cosa succede ora al camping? Per quest’estate con ogni probabilità si va verso la stessa gestione dello scorso anno. Ovvero il campeggio rimarrà chiuso. All’amministrazione comunale non risultano infatti richieste di inizio attività. Anche se nel settembre 2018 è stata presentata all’ufficio edilizia privata una richiesta di permesso a costruire per l’esecuzione di attività di manutenzione e riqualificazione dell’area, per la quale esiste già un progetto urbanistico: con la ricostruzione di 103 (sui 300 precedenti) bungalow di maggiori dimensioni. L’ex campeggio è stato acquistato all’asta dal Demanio marittimo nel 2017 e il canone di aggiudicazione è di 411.855 euro l’anno.

Prima di procedere all’intervento urbanistico architettonico, il contratto di aggiudicazione demaniale prevede il ripascimento della spiaggia (completamente erosa) attraverso la messa in posa di tre pennelli di contenimento per la difesa costiera.

Il progetto è stato sottoposto a Valutazione di impatto ambientale ed ha ottenuto il via libera dalla Regione nel novembre 2019. —



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