Il Tirreno

Nel 2019 chiuse 214 imprese: Cecina è una città a crescita zero

Claudia Guarino

I dati sono quelli dell’archivio della Camera di Commercio È la fotografia di un’economia che continua la fase di stallo

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cecina. All’interno del territorio comunale di Cecina i dodici mesi del 2019 sono stati contrassegnati da un saldo praticamente pari fra cancellazioni (214) e iscrizioni (212) di imprese alla Camera di Commercio.

La crescita, in sostanza, è zero. E il centro della città continua ad essere costellato da saracinesche abbassate e fondi sfitti.

Basta fare un giro tra corso Matteotti e le vie limitrofe per rendersene conto.

In basso c’è l’elenco con i nomi di tutte le 214 le aziende che lo scorso anno si sono cancellate dal registro della Camera di Commercio.

Bisogna tener presente che la cessazione ha appunto a che fare con un registro di nomi collegato con l'anagrafe della Camera di Commercio.

È vero che le attività risultano cancellate, ma è anche vero che per alcune di quelle aziende ci possono essere stati dei subentri.

Qualche ditta cioè può essere passata di mano, chiudendo per poi riaprire con un altro nome con o un altro assetto.

Potrebbero anche esserci imprese che continuano come marchio, di un prodotto, di un laboratorio o di una linea, ma che, per scelte aziendali, si sono cancellate con quella tal formula giuridica societaria o quella tal denominazione d'impresa.

Dietro lo stop di un’impresa poi ci possono essere diverse motivazioni. Gli affari ad esempio possono andare male, oppure i figli dei titolari possono decidere di non mandare avanti l’attività di famiglia e di prendere altre strade.

Alla chiusura può anche seguire un passaggio di proprietà, un cambio di gestione, una modifica degli affari verso direzioni considerate più profittevoli.

Tra le 214 imprese che nel territorio di Cecina hanno cancellato la propria iscrizione alla Camera di Commercio ci sono attività di ogni tipo. Nella lista figurano ditte legate all’ambito della ristorazione, agenzie immobiliari e società di costruzioni. Ci sono poi pasticcerie, negozi di abiti, parrucchieri, ditte di trasporti, lavanderie e anche un’impresa funebre.

Passano gli anni ma il periodo nero del commercio continua. Crescita zero. Questa è la tendenza a Cecina.

Ogni impresa fa storia a sé, ognuno ha le sue difficoltà e le sue motivazioni per cessare un’attività. C’è chi ritiene che le tasse siano troppo alte, chi pensa che l’affitto dei fondi commerciali sia eccessivamente elevato e chi lamenta la concorrenza dei portali di vendita online. Il commercio è da sempre il cuore pulsante di Cecina. Oggi è più in difficoltà di una volta. E vedere tutti quei cartelli “Affittasi” o “Vendesi” disseminati per il centro è qualcosa a cui è difficile abituarsi. Qualcosa che fa male. —

Claudia Guarino

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