Il Tirreno

marina di castagneto  

Ecco la nuova veste del Cavallino Matto

Claudia Guarino
Ecco la nuova veste del Cavallino Matto

Lavori in corso su cancello d’ingresso e piste da minigolf. Il parco di divertimenti riaprirà i battenti il 28 marzo

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CASTAGNETO. Con lo spirito di un bambino la strada che separa l’ingresso del parco dalle piste di minigolf sembrava non finire mai. Una volta raggiunte le buche e impugnata la mazza, rimaneva solo da aspettare il proprio turno, sotto lo sguardo del grande cavallo bianco e verde, di Gatto Silvestro, dell'orso rosa e dei due soldatini.

Al minigolf del Cavallino Matto hanno giocato generazioni di persone: adulti e bambini si sono alternati tra piste che, dopo cinquant’anni di onorata attività, sono entrate di diritto nella storia del parco e di Marina di Castagneto.

Adesso quelle buche non ci sono più. Erano in cattivo stato e dovevano essere abbattute. Ma a partire da aprile il parco dei divertimenti avrà 18 nuove piste da minigolf. Per adesso c’è solo il cemento, ma i lavori sono in corso e una volta conclusi le nuove buche appariranno agghindate di piante, tronchi e di una fontana: come da progetto.

Il minigolf, dunque, continuerà ad esistere e contribuirà alla nascita dei ricordi dei bambini di oggi, conbuche nuove di zecca e scenografie supermoderne. I piccoli di ieri, però, rimarranno sempre legati ai vecchie piste. Sgangherate e malmesse lo erano già vent’anni fa, ma non per questo risultavano prive di fascino. L’orso rosa e il cavallo sono in attesa di ristrutturazione. Gatto Silvestro invece è scomparso.

Non esiste più nemmeno il vecchio ingresso. È stato sostituito con una nuova scenografia: che è quella immortalata, con i lavori in corso, nella foto grande presente in pagina.

La Ge.Ca, società proprietaria del Cavallino Matto, assicura: «Entro il 28 marzo l’ingresso sarà pronto». La scenografia sarà cioè completata in tempo per l’apertura del parco, quando saranno utilizzabili anche le montagne russe di ultima generazione su cui salire in piedi, il cinema 4D e i percorsi didattici attraverso i dinosauri.

E poi le rapide, con il T-Rex che fa capolino dagli alberi: per molti questa attrazione rimarrà sempre il Colorado, vestito di un abito differente.

Indelebili rimarranno le canoe e la barchetta rossa che saliva verso l’alto per poi tuffarsi nel laghetto, anche se spesso i tornelli si bloccavano e se qualcuno non premeva il bottone di avvio c’era il rischio di rimanere “intrappolati” per diversi minuti.

Questi giochi non ci sono più. Così come non esiste più il grande scivolo con i tappetini: chi l’ha vissuto si ricorderà le sue componenti multicolore e le lotte per aggiudicarsi la discesa migliore, quella più veloce e priva di pericolosi dossi.

Anche le gabbie che si trovavano poco oltre l’ingresso e i tappeti elastici sono spariti, sostituiti da nuovi giochi, esteticamente più belli e probabilmente anche più sicuri.

Ma nel cuore dei bambini di vent’anni fa il Cavallino Matto rimarrà sempre legato alle sensazioni impresse a quei tempi. All’odore del legno impregnato d’acqua, al rumore del vento che scuote le chiome dei pini e a quelle, vecchie e logore, piste di minigolf. —
 

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