La protesta
Carabiniere muore di infarto a 46 anni davanti alla sorella
Onofrio Arrigo era appuntato scelto, dalla fine del 2018 in servizio ad Ardenza. Lascia la compagna e tre figli: la più piccola ha solamente quattro mesi
ROSIGNANO. Si è portato una mano al petto, dolorante. Ha chiesto aiuto alla sorella. «Sto male». Da lì la chiamata alla centrale del 118. L’arrivo dei soccorsi. L’utilizzo del defibrillatore per provare a salvargli la vita. Tutto è successo velocemente. Onofrio Arrigo è morto nella casa della sorella, in via Tofano, a Rosignano Solvay, a 46 anni. Ucciso da un infarto.
Lascia la compagna Irena e tre figli: la più piccola ha quattro mesi, gli altri, una femmina e un maschio, 17 e 18 anni. Ieri pomeriggio Onofrio Arrigo era andato a trovare la sorella Maria, a Rosignano Solvay. Stavano trascorrendo del tempo insieme, come già era successo altre volte. Nulla, pare, lasciava immaginare ciò che poi è successo. Si è sentito male all’improvviso e si è portato la mano al petto.
Ha avvertito un dolore lancinante al cuore. Di fronte a lui, la sorella. È stata lei a chiamare la centrale operativa del servizio 118, che ha inviato in via Tofano due ambulanze della Pubblica Assistenza della sede di Rosignano: una di esse con il medico a bordo. Erano passate da poco le 16.30 di ieri pomeriggio. «Correte, mio fratello si sente male».
I soccorritori, arrivati nella casa di Rosignano Solvay hanno provato a salvargli la vita. Hanno usato più volte il defibrillatore, cercando di farlo riprendere. Ma il suo cuore non ce l’ha fatta: si è fermato.
La salma è stata presa in carico dalle onoranze funebri della Pubblica Assistenza di Rosignano che l’hanno trasportata alla camera mortuaria del cimitero di Rosignano Marittimo. È chiaramente ancora presto per sapere quando sarà celebrato il rito funebre.
Onofrio Arrigo era originario di Palermo e ha abitato per diverso tempo a Rosignano Solvay. A quanto è ddato sapere, attualmente viveva a Livorno con la compagna ed era appuntato scelto dei carabinieri, impiegato da circa due anni alla stazione di Ardenza.
Padre, militare e sportivo, Arrigo ha fatto parte anche del Livorno Team Running, gruppo affiliato alla federazione italiana di atletica leggera. Già da qualche anno però non correva più con il team. In passato ha preso parte anche a diverse gare. Oltre allo sport e alla famiglia c’era il suo lavoro. Il suo impegno nell’Arma, che dalla fine del 2018 esercitava a Livorno, nella caserma di Ardenza.
Adesso intorno alla famiglia di Onofrio Arrigo si stringono anche tutti quei colleghi che hanno fatto parte della sua vita, chi ad Ardenza, chi altrove, chi per un breve periodo chi per un lasso di tempo più lungo. Come loro anche i compagni di corsa, che hanno condiviso con lui una giornata di sport, una competizione o semplicemente una parte di tempo libero. Si uniscono nell’addio a un collega che era anche padre. Ucciso da un infarto a soli 46 anni (ne avrebbe compiuti 47 a giugno) in un maledetto pomeriggio di fine febbraio. —
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