Il Tirreno

restauro concluso

Le campane della chiesa sono tornate a suonare a Vada

Flavio Lombardi
Le campane della chiesa sono tornate a suonare a Vada

Ora tocca alla sistemazione della facciata, del tetto e degli interni. Padre Janusz: «È un monumento di valore storico da preservare»

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VADA. Dopo due anni di silenzio assordante, i cittadini di Vada hanno finalmente potuto udire nuovamente il suono delle campane. E’ accaduto ieri, alla presenza di fedeli, associazioni locali e del parroco della chiesa, padre Janusz Wozniak. Si sono consumate le verifiche di buon funzionamento dopo il restauro delle campane rimesse a dimora venerdi, nel campanile, dopo un breve esilio dovuto al restauro. Tutti felici, e ancor di più proprio padre Janusz, polacco di nascita, ma vadese ormai dal 2011. Fu lui, a scuotere tutte le sensibilità autoctone, battendosi per non vedere il decadimento di quello che non è solo un luogo di culto, ma anche un edificio di grande valore storico.

«La chiesa di Vada è un monumento per eccellenza - dice il prete - essendo di epoca leopoldina e con accanto il palazzo della residenza estiva di Leopoldo di Lorena. Stiamo parlando quindi di un complesso generale molto prezioso che deve essere conservato. La chiesa aveva bisogno ed ha bisogno di interventi restaurativi per poter proseguire la propria vita in piena salute». Padre Janusz parla della prima tappa, quella che ha riguardato le campane e che per la prima volta si sono fatte sentire dopo tanto tempo. Ma essa è solo la prima delle tre messe in cantiere «soprattutto per il grande interesse manifestato dalla curia - dice -; è proprio grazie all’interessamento di Monsignor Simone Giusti che si è potuto cominciare una programmazione che possa avere buon fine». I lavori infatti riguardano sia l’esterno che l’interno.E dalle campane, ecco che in successione si procederà alla ripresa della facciata, così come quella del tetto, terminando poi con alcuni lavori da eseguire all’interno.

«Vorrei ringraziare i fedeli, le associazioni, le componenti private. Ciascuno ha fatto la propria parte, ciascuno ha dato quanto poteva, contribuendo fino a questo momento in maniera importante affinché il primo progetto potesse andare a buon fine». Padre Janusz, sa che occorrono ancora un po’ di soldi, non ha i preventivi in mano ma la cifra come Roberto Creatini ci ha fatto sapere è di 400 mila euro. Soldi chiesti alla comunità? Assolutamente no. Il 70% sarà coperto dai fondi che arrivano dalle domnanzioni dell’8 per mille. Quindi, 280 mila saranno a carico della Cei (conferenza Episcopale Italiana) e 120 mila attendendo benefattori a tutti i livelli e per qualsiasi cifra. Da tener presente, che 40 mila sono stati già raccolti. Quindi, per avere una chiesa splendente e rimessa a nuovo, servono altri 80 mila euro.

Monsignor Giusti ha monitorato la situazione e ha già ricevuto tutte le informazioni. Ma padre Janusz non mancherà di invitarlo per fargli sentire con le proprie orecchie il suono meraviglioso di queste campane appena uscite dalle mani sapienti degli artigiani. «Non vorrei che il Vescovo sapesse che avrei piacere di suonarle insieme a lui, leggendo tutto dal giornale. Datemi il tempo di fargli una telefonata e formulargli l’invito ufficiale come si conviene. Intanto, dovevo verificare che suonassero bene. Ora che ne sono sicuro, posso pensare a chiamarlo e organizzare tutto al primo giorno utile e che lo veda libero dagli impegni». Ride, immaginando quel giorno vicino e con tanta gente presente «Anche i livornesi - riprende - che magari qui ci vengono solo per il mare ma non conoscono la chiesa. Bellissima, dentro una piazza altrettanto bella».

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