Gioco
Continuano i furti sulle barche nel porto di Cecina, in una notte spariti motori e sei eliche
La rabbia di un proprietario: «Nell’area a terra mancano controlli e non c’è neanche un’assicurazione»
CECINA. Una nuova ondata di furti ha colpito le imbarcazioni ormeggiate in porto. Nella notte di San Valentino, fra il 13 e il 14 febbraio, sono stati messi a segno sei furti, tutti nell’area di rimessaggio a terra, dove trovano posto circa 200 natanti. In quest’ultimo raid sono stati rubati piedi di motore fuoribordo ed eliche.
Raid frequenti
Marco Ruisi è il proprietario di una delle barche prese di mira dai ladri, una open di 5 metri. «Mi hanno rubato il piede del motore - racconta Ruisi -: sostituirlo mi costerà 4.700 euro. Nella stessa notte hanno subito furti altre 5 imbarcazioni ormeggiate nell’area terra-acqua. Un problema pesante ormai, perché i furti si ripetono ciclicamente. Il rimessaggio è lasciato completamente a se stesso: ci sono interi pezzi di recinzione che possono essere facilmente scavalcati, sia dalla strada che dal lungofiume, eppure non c’è videosorveglianza.
Quanto può costare installare una o due telecamere? Chi tiene la barca qui paga minimo mille euro l’anno, questa è la quota per i natanti più piccoli come il mio. E ce ne sono duecento». Ruisi dà sfogo al suo malcontento. «Questo rimessaggio è trascurato, quando piove il terreno è praticamente impraticabile. E i servizi sono insufficienti: le colonnine dell’elettricità sono rotte, a volte divelte. Insomma, paghiamo ma i nostri soldi non valgono». Mille euro di base per un ormeggio a secco, contro i 2600 per un ormeggio in acqua. Ruisi è un tecnico agrario: lavorava in Comune a Firenze, dove si occupava delle verifiche di stabilità sugli alberi; l’anno scorso è andato in pensione e ha comprato casa a Cecina e una barca.
Tanti disagi
«Avrei voluto affittare un ormeggio in darsena - dice - ma non è stato possibile: anche se ci sono posti disponibili la Porto Spa preferisce magari affittarli in estate per brevi periodi, così triplica il ricavato». Ruisi si è rivolto all’amministrazione del porto dopo il furto per chiedere un indennizzo. «Mi hanno risposto che non sono assicurati - continua Ruisi - come dire che noi dobbiamo pagare e non abbiamo niente in cambio». L’elenco delle lamentele è lungo. «Ci sono molti disagi - spiega - , per esempio gli orari per portare la barca in acqua e ritirarla: fino a maggio il servizio d’alaggio avviene dalle 8,30 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle 14,30 alle 17. Anche in estate l’orario non è molto più esteso: la mattina la gru che prende le barche e le mette in acqua e poi le riporta a terra è in funzione dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19. Questo significa che bisogna rientrare presto, quando invece la sera sarebbe perfetta per godersi la brezza. Un amico mi ha proposto di prendere un posto barca a Piombino: è molto vantaggioso e anche ben tenuto. Cecina mi piace di più, ma certo questo trattamento non invoglia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
