Sicurezza
Rosignano, ogni mese nelle mense delle scuole comunali buttati 100 chili di verdure
Il municipio sta portando avanti un progetto per limitare gli sprechi. L'idea è dare alle associazioni almeno i resti della cucina non serviti ai bimbi
ROSIGNANO. Le verdure sembra che non piacciano proprio ai più piccoli. Perché in un mese i bambini da 3 a 6 anni che frequentano le scuole comunali lasciano nel piatto della mensa 90 Kg di contorni. Tutto cibo che finisce nella pattumiera. Va meglio con i primi piatti: qui lo spreco è di 7 Kg. Ecco perché il Comune ha pensato di studiare un metodo in grado di ridurre gli sprechi, tarando i bisogni alimentari dei bambini e donando il cibo avanzato a chi ne ha bisogno. Per questo un anno fa è nato BioCanteens, programma portato avanti sulla scia dell’esperienza inaugurata dal Comune francesce di Mouans-Sartoux. A distanza di un anno esiste una panoramica sulla quantità di cibo che avanza nelle mense delle scuole comunali. Esistono alcune azioni recentemente messe in campo per limitare gli sprechi ed esistono alcuni obiettivi per il futuro.
Cibo lasciato nei piatti
Nelle mense ci sono due tipi di “rimanenze”. Prima di tutto esiste il cibo che i più piccoli scelgono di non mangiare. «Questi sono alimenti che non possono essere recuperati in alcun modo, perché sono già passati nei piatti degli alunni - spiega Giuseppe Schiavone, coordinatore del progetto - Però, considerato che cosa non viene mangiato, possiamo studiare dei menù alternativi». Ad avanzare è soprattutto la verdura. «Per questo abbiamo elaborato nuovi menù, più flessibili, in cui non è specificata con esattezza l’il tipo di contorno. Limitandoci, ad esempio, alla dicitura “ verdura di stagione” possiamo modificare la tipologia volta per volta, a seconda dei gusti dei più piccoli».
Cibo in regalo
Se gli avanzi non possono essere recuperati, diverso è il discorso per tutti quei pasti che rimangono nelle cucine, senza essere dati agli alunni. L’idea è destinare gli alimenti “non serviti” a chi ne ha bisogno, come alle associazioni di volontariato. «Questo è il nostro obiettivo - spiega Schiavone - purché le associazioni siano in grado di rispettare determinati requisiti, come il riuscire a trasportare il cibo mantenendone la temperatura e le qualità».
Monitorare gli sprechi
Alla base di tutto questo c’è la fase di monitoraggio degli sprechi alimentari. I risultati sono quelli riportati nella tabella in alto e sono riferiti ai primi sei mesi del 2019. Sono le statistiche su cui il Comune sta lavorando attualmente, in attesta di ottenere i nuovi dati. Il progetto BioCanteens si concluderà alla fine del 2020, ma molto probabilmente il Comune proseguirà in questo percorso, anche perché l’obiettivo è ridurre quei 90 Kg di contorni non mangiati in un mese e di regalare a chi ne ha bisogno quei chili di alimenti che ogni giorno restano chiusi nelle cucine e, dunque, gettati nella spazzatura. «Sarebbe bello poter mettere in contatto le scuole con una rete di aziende agricole del territorio -spiega Giuseppe Schiavone - Ma purtroppo a Rosignano una cosa del genere non riuscirebbe a garantire il giusto quantitativo di alimenti per le mense». L’idea, però, c’è.
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