Gioco
Il Comune punta i piedi: «Solvay si occupi di analizzare e bonificare i pozzi inquinati»
Dall'azienda di via Piave «disponibilità a fare monitoraggi e indagini»
ROSIGNANO. Bonifica dei terreni, così da liberare al più presto l’acqua da arsenico, cromo e nichel. Questa la richiesta che l’amministrazione ha fatto ieri mattina alla società Solvay durante la Conferenza dei servizi che pur essendo già in calendario per fare il punto sulla bonifica dell’area industriale, è stata incentrata sul caso dei pozzi inquinati ai Palazzoni.. All’incontro, svolto a porte chiuse visto che si tratta di un appuntamento tecnico, era presente Leonardo Garro, responsabile unità operativa ambiente e igiene urbana del Comune, Lucia Rocchi responsabile Arpat di Livorno, Roberto Bertani del servizio Igiene pubblica dell’azienda sanitaria. Dopo un’ora di confronto tra Comune, Arpat e Asl, poco dopo le 11 nella sala è entrata anche la delegazione di Solvay, capitanata dal dottor Raffaele Calabrese De Feo.
La riunione è andata avanti fino alle 13.45. Al termine della Conferenza dei servizi, Rocchi di Arpat si è limitata a riferire che l’incontro «era già programmato». Come a dire che la vicenda dei 12 pozzi privati (dei 31 esistenti nei giardini all’interno del quadrilatero fra via Agostini, via Garibaldi, via Pascoli e il fosso di presa della Solvay) con acqua inquinata è collegato a un più ampio programma di riqualificazione ambientale dell’area industriale, in cui in effetti rientra anche la zona dei Palazzoni a ridosso del perimetro industriale Solvay. Bocche cucite anche da parte dei rappresentanti di Solvay.
Chiesta la bonifica
Se Garro ha preferito demandare al sindaco eventuali dichiarazioni sulla Conferenza dei servizi di ieri, Donati ha specificato che «c’è stata la richiesta a Solvay di farsi carico delle operazioni di bonifica dell'area, almeno per le sostanze più significative (escluso ferro e manganese) estendendo le attività già esistenti in area industriale».
Donati spiega che «Solvay ha accettato e verrà concordato un piano di campionamenti e di monitoraggio. Asl dovrà poi dirci quali elementi saranno necessari per rimuovere o rimodulare l'ordinanza prudenziale di non utilizzo dell’acqua dei pozzi».
Solvay disposta a fare indagini
Ieri pomeriggio, interpellata, l’azienda ha confermato «la massima collaborazione con l’amministrazione comunale e con gli enti di controllo, per il monitoraggio delle acque di falda nell’area Palazzoni. Nell’ambito di tale collaborazione Solvay valuterà con estrema attenzione i dati tecnici resi disponibili dagli enti, dando seguito a ogni ulteriore eventuale analisi e indagine che si renderanno necessari e che saranno preventivamente concordate con gli enti stessi, nell’ambito della stessa Conferenza dei servizi».
I tempi dei controlli
Rientrando la riqualificazione dei terreni dove si trovano i pozzi all’interno di un più ampio progetto di bonifica dell’area industriale, Donati spiega che «deve essere predisposto un piano specifico per i campionamenti in zona Palazzoni, che potrebbero essere disponibili nell’arco di un mese». Dal canto suo Asl, attraverso Vito Conti, responsabile Igiene pubblica Bvc, ripete che «non è una questione sanitaria ma ambientale, visto che quei pozzi dal punto di vista sanitario sono inesistenti. Inoltre ripeto che quella è un’area industriale e quindi le acque di falda freatica, come quelle dei pozzi di cui parliamo, non sono utilizzabili mai se non per lavare l’auto o innaffiare i giardini».
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