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Nasce da 11 Comuni il nuovo distretto rurale della Val di Cecina

Nasce da 11 Comuni il nuovo distretto rurale della Val di Cecina

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guardistallo. Al teatro Marchionneschi di Guardistallo è stata istituita l’associazione “Distretto Rurale della Val Di Cecina”. Il presidente è Stefano Berti, Cia, la vicepresidente è Simona Fedeli, sindaca di Montescudaio e Simone Romoli, Confesercenti, è segretario e tesoriere.

Eletto anche il consiglio direttivo, composto dal vicesindaco del Comune di Cecina Antonio Giuseppe Costantino, dal sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli, dall’assessore del Comune di Volterra Davide Bettini, da Francesco Ciarrocchi, Coldiretti, da Roberto Righi, Confagricoltura, da Maurizio Bandecchi, Cna e da Francesca Cupelli, cooperativa Terre dell’Etruria. La presidente dell’assemblea rimane invece la sindaca di Pomarance Ilaria Bacci.

Il distretto rurale della Val di Cecina coinvolge 11 Comuni (oltre a Cecina ci sono Lajatico, Volterra, Montecatini Val di Cecina, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Monteverdi Marittimo, Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina) e mira ad offrire un orizzonte comune di intervento in campo agricolo.

Tra gli obiettivi principali della neonata associazione ci sono la promozione dello sviluppo del territorio rurale, l’integrazione tra politiche economiche, l’adozione e il sostegno di ogni iniziativa diretta alla tutela della salute e del benessere degli esseri umani, degli animali, dell’ambiente e alla conservazione della biodiversità.

Il distretto rurale vuole anche promuovere lo sviluppo sostenibile nel campo agricolo, agroalimentare, zootecnico, forestale, ambientale, artigianale, energetico, turistico, come progetto culturale, come modello di gestione delle risorse e come scelta necessaria per la sicurezza e la sovranità alimentare.

Ci sono poi anche le questioni della salvaguardia del paesaggio e delle aree protette, la promozione del turismo sostenibile con particolare riferimento al turismo lento e a quello naturalistico e sportivo.

Ma anche la valorizzazione del metodo biologico delle aziende agricole e agroalimentari, delle produzioni tipiche e delle tradizioni locali così come il sostegno all’agricoltura sociale. —

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