Sicurezza
È morto Valerio Nocchi, ex dirigente sportivo e giocatore di pallone
Impiegato alla Solvay, è stato portiere nelle squadre giovanili. Il funerale lunedì 17 febbraio alle 10 nella cappella del cimitero
ROSIGNANO. È morto Valerio Nocchi. Fatale è stato un disturbo cardiocircolatorio, che l’ha colpito nel tardo pomeriggio di venerdì, nella propria abitazione di Rosignano Solvay. Trasportato con l’ambulanza all’ospedale di Cecina, quando è arrivato nella struttura sanitaria ormai non c’era più nulla da fare. Nocchi è conosciutissimo in città, di cui è originario, soprattutto per la passione che nutriva da sempre per il calcio. Due figli, Alessandro e Alice, un lavoro allo stabilimento Solvay come addetto alla portineria, Valerio Nocchi avrebbe compiuto 55 anni a luglio. Allo sport del calcio si era avvicinato da piccolo, nel club locale di via della Repubblica.
Aveva militato nelle diverse squadre giovanili biancoblù come portiere e poi nel Torneo Amatori nelle file del Bar Majorca. Nel 1984 fu tra i fondatori della squadra amatoriale del Circolo Ricreativo Solvay. Finché nei primi anni Novanta fu chiamato a far parte della dirigenza del vivaio del Gruppo sportivo Rosignano dall’allora presidente Romolo Carugi. Vicino a Franco Giomi, Vincenzo Pignotta, Rinaldo Carnevali, Mario Suggi. «Mi dispiace tanto - ha affermato, commosso, Carnevali dopo aver appreso la triste notizia - Al di là delle competenze, quando si facevano riunioni tecniche si vedeva che di calcio se ne intendeva, ci dava delle idee. Con lui ho vissuto una bella esperienza, sia dal punto di vista calcistico che umano. Diventammo amici. Passavamo tutti i pomeriggi insieme allo stadio, dal martedì alla domenica».
«Nelle riunioni coi ragazzi ed i genitori - aggiunge Carnevali - ci sapeva andare. Si creò un buon rapporto con tutto il gruppo che aveva messo insieme Carugi. E anche un bel settore giovanile. Ricordo che arrivammo secondi coi Giovanissimi regionali nel girone dove oltre a società come il Sauro Grosseto c’era anche il Livorno, con cui si vincemmo 2-1 in trasferta e pareggiammo 1-1 in casa». Marco Giomi, l’amico da una vita (Nocchi aveva la stessa età di suo fratello Stefano, ex bandiera del Gs Rosignano) saputo del decesso, è subito andato all’obitorio dell’ospedale di Cecina per dare l’ultimo saluto a Valerio, un piccolo conforto alla famiglia. «Era una persona gioviale, disponibile, scherzosa, un gran lavoratore - ha detto affranto dal dolore - Sembrava si fosse ripreso bene». Il riferimento è all’intervento cardiochirurgico all’ospedale di Massa, cui Nocchi era stato sottoposto non molto tempo fa.
Ora sono in tanti a piangere Valerio. I suoi cari. Chi lo ha conosciuto ed apprezzato. Sempre pronto com’era a non tirarsi indietro quando qualcuno si rivolgeva a lui per un aiuto. E la schiera dei giovani giocatori che ha seguito con cura, con dedizione, nel corso degli anni. Il mondo del calcio rosignanese, cui ha dato tanto: la sua grande passione. Domani i funerali. Alle 10 ci sarà la messa nella cappella del cimitero di Rosignano, dove sarà tumulato.
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