Sicurezza
Rea per l’educazione al riuso ha distribuito 9mila borracce
ROSIGNANO. Quasi novemila borracce per sensibilizzare gli studenti del territorio al rispetto dell’ambiente e al riutilizzo dei materiali. Rea spa in collaborazione con le amministrazioni comunali e nell’ambito del progetto di educazione ambientale “Libera la scuola dalla plastica” ha consegnato 8.800 borracce in alluminio agli studenti di tutte le scuole che hanno aderito al progetto. Come fa sapere Rea Spa «Libera la scuola dalla plastica si pone l’obiettivo di incentivare la riduzione del consumo della plastica usa e getta attraverso buone pratiche tra cui la consegna della borraccia e l’installazione nei vari plessi scolastici di erogatori di acqua depurata».
Il progetto, iniziato a settembre ha subito riscontrato successo, sintomo di quanto la tematica ambientale sia sentita sempre più. Rea ha distribuito le borracce e i vari incontri con gli studenti sono stati integrati con ulteriori attività di educazione ambientale. Le scuole coinvolte ad oggi sono, per il Comune di Rosignano, sono quelle che fanno capo al primo circolo didattico Solvay e al secondo circolo didattico Carducci, e le scuole medie Fattori. Ugualmente a Cecina, le borracce sono state consegnate ai ragazzi dei due circoli didattici, ma anche alle medie e agli studenti delle superiori. E ancora, hanno ricevuto le borracce gli studenti delle medie di Castellina, quelli di elementari e medie di Santa Luce, Riparbella e Bibbona, quelli delle elementari di Guardistallo e delle medie di Montescudaio. Il progetto continuerà nel corso dell’anno per coprire alcune scuole rimaste fuori ed alcuni comuni (Capraia isola e Collesalvetti). L’amministratore di Rea spa Matteo Trumpy si dice «molto soddisfatto del progetto di Rea, che da sempre crede nello sviluppo sostenibile e nel rispetto dell’ambiente attraverso la realizzazione di progetti di sensibilizzazione all’interno di tutte le scuole del territorio servito. È necessario tutelare e orientare il futuro dei nostri territori e delle nostre comunità». —
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