Il Tirreno

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Opere antierosione a Vada, la fine dei lavori è prevista per novembre

Andrea Rocchi
Il cantiere dei lavori antierosione a Vada con la spiaggia chiusa a nord della Barcaccina
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Il cantiere dei lavori antierosione a Vada con la spiaggia chiusa a nord della Barcaccina

I balneari sono preoccupati per lo stallo del cantiere, ma la Regione assicura: «In estate riapriremo la spiaggia»

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VADA. Che i lavori siano indispensabili e urgenti non ci piove.Chiedete ai gestori delle attività della Marina di Vada. Il primo dicembre 2019, ma è solo l'ultimo di una lunga sequenza di danni, la libecciata ha portato il mare dentro al ristorante della brasserie La Barcaccina ed ha distrutto la terrazza della discoteca.Ma che sia indispensabile il rispetto del cronoprogramma dell'intervento è altrettanto essenziale. Dopo diverse estati a leccarsi le ferite delle mareggiate, in assenza di argini, una stagione coi cantieri e le ruspe in spiaggia sarebbe insopportabile per chi qui ci lavora.Ecco perché sulla marina di Vada c'è preoccupazione. La Regione - dopo anni di ritardi - ha appaltato i lavori per il recupero morfologico dell'arenile nel tratto tra il fosso Valle Corsa e il fosso Circolare, ma da oltre due settimane nessuno ci lavora, dicono allarmati gli operatori.Siamo andati a vedere cosa succede. Ed in una giornata coi postumi del libeccio non potevamo immaginarci un gran viavai. Infatti il cantiere è fermo.

A nord, oltre la brasserie alla curva col campo del Mare, l'accesso alla spiaggia è interdetto da una recinzione. L'impresa esecutrice è il Consorzio stabile Alveare Network di Roma, la consorziata esecutrice è la Vanni Pierino Srl di Cecina. L'importo del progetto è di 1.848.129 euro finanziato per 510.521 euro da fondi regionali, 1,3 milioni da fondi ministeriali. I lavori sono stati assegnati con un ribasso del 23,8% Iva esclusa per 987.037,99 euro. La data del contratto d'appalto è del 25 gennaio 2019. I lavori hanno avuto una preconsegna il 4 marzo scorso, ufficialmente la data è quella del 10 dicembre. La fine dei lavori - ed è quel che preoccupa qui a Vada - è 12 novembre 2020. Dopo l'estate, dunque. «Non possiamo sopportare di avere un cantiere aperte in giugno, luglio, agosto e settembre», si lamentano gli operatori.Le ditte devono realizzare 3 pennelli. Sul tratto di spiaggia ora sede del cantiere è già stata eseguita la bonifica. Le scogliere saranno posizionate una alla confluenza del Vallecorsa, uno più a sud, l'ultimo davanti al Lido.

Poi si tratterà di portarci la sabbia, 17mila mc di sabbia di cava.Indubbiamente ci sono stati ritardi. La burocrazia si messa di traversa e la ditta Vanni, con la chiatta, è intervenuta solo quando ha avuto in mano tutte le autorizzazioni. E solo dopo la rimozione dei corpi morti da parte del Circolo Nautico.Però ci risulta che deve essere ancora fatta la bonifica a mare.Da Firenze la Regione fa sapere che l'obiettivo è quello di completare l'intervento per l'estate, in modo da non gravare sulla stagione turistica. E gli uffici fiorentini confermano che qualche ritardo c'è stato ma legato essenzialmente alle cattive condizioni meteomarine. Quanto alla spiaggia - che oggi è nientedimeno che una strada a servizio del cantiere - assicurano che sarà riaperta nell'eventualità che i lavori vadano oltre giugno e l'inizio dell'estate. Eppure, qui a Vada, si continua ad essere preoccupati. Soprattutto sul fatto che le ditte incaricate ce la facciano ad eseguire i lavori nei tempi previsti. E quella scadenza fissata al 20 novembre non è affatto rassicurante. Anche il Comune di Rosignano ha fatto sapere ad alcuni operatori turistici della zona, che il cantiere dovrebbe essere chiuso prima dell'estate. Qui, intanto, si tocca ferro.

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