Sicurezza
Acqua bassa alla foce del fiume Cecina, il circolo nautico: «Qui usare le canoe è impossibile»
Allievi e atleti devono portare le barche a spalla oltre il ponte di via Volterra
CECINA. Talvolta i rami si fermano sotto le arcate del ponte e fanno da “tappo”. Ma la situazione pare che sia la stessa anche quando il ponte è libero da detriti. «In alcuni punti (come dopo il ponte di Marina lato mare ndr) non c'è più fiume». L’acqua cioè è molto bassa e qualche volta affiora il fondale. «Perciò non possiamo mettere le canoe direttamente sul pelo dell'acqua, verso la foce, ma dobbiamo caricarcele sulle spalle dalla sede e portarle dove l'acqua c'è», cioè oltre il ponte di Marina, lato monte.
Le parole sono di Leonardo Chesi, istruttore di canottaggio al circolo nautico Foce di Cecina e celano il disagio di una situazione che sembra trascinarsi senza soluzione da anni. Per il circolo nautico le difficoltà legate allo stato del fiume hanno portato con sé un calo nel numero delle iscrizioni. Tre anni fa a pagaiare erano 43 ragazzi, dai 10 ai 18 anni. Lo scorso anno sono diventati 32 e quest'anno 24.
Acqua più bassa
Tutto ciò perché il fiume, spiegano dal circolo nautico Foce di Cecina, è il campo di allenamento di chi sceglie la canoa. Circa 15 anni fa ci sarebbero stati almeno 2000 metri utili per muoversi. Chi si allenava cioè viaggiava in barca dalla foce del fiume fino al ponte che conduce a San Pietro in Palazzi. Almeno. Poi, con il passare del tempo, il fiume è cambiato. A valle il letto pian piano è “salito” fino a far emergere il fondale (il fenomeno è visibile nelle foto al lato).
A piedi fino al ponte
Tutto ciò rende impossibile mettere le canoa in acqua direttamente alla foce del Cecina, come succedeva un tempo. È quindi necessario che allievi e atleti esperti si carichino sulle spalle le loro canoe e vadano a monte, oltre il ponte di Marina.
Solo una volta risalito almeno in parte il corso del fiume via terra, possono mettere le barche in acqua e iniziare l’allenamento. Chesi spiega che le canoe pesano 17 chilogrammi e sono lunghe circa 8 metri, per questo non è semplice fare avanti e indietro a piedi fino a che non viene raggiunto un punto in cui l’acqua è abbastanza profonda per posare le imbarcazioni. L’auspicio di chi vive questo tratto del fiume quotidianamente è che ci possa essere un modo per recuperarlo, così da renderlo di nuovo percorribile. Almeno con le canoe. Certo è che intorno al fiume ruotano parecchie questioni. Dagli argini al porto, dai ripascimenti al recupero dei villaggi ad esso collegati.
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