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Il successo del liceo classico al Fermi di Cecina, la dirigente: «Aiuta ad affrontare l’università»

Andrea Rocchi
Il successo del liceo classico al Fermi di Cecina, la dirigente: «Aiuta ad affrontare l’università»

Crescono le iscrizioni, un terzo viene da Piombino. La preside: «Da qui sbocchi per Medicina e Ingegneria» 

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CECINA. Chi l’ha detto che il classico è una scuola morta?. Guardate Cecina. Al liceo Fermi, stando alle preiscrizioni, gli alunni per l’anno scolastico 2020-2021 salgono da 18 a 24. Non abbastanza per fare due classi, ma a sufficienza per allestirne una importante. «E poi sono studenti che porteremo fino in fondo», assicura Tania Pascucci, preside del Fermi. Nel senso che, chi si iscrive al classico, sa già cosa lo attende. E difficilmente, salvo eccezioni, si perderà strada facendo.

La rivincita della cultura umanistica a scapito di quella tecnico-scientifica? Non è proprio così. «Il liceo classico ti garantisce una preparazione a tutto tondo – continua la professoressa Pascucci – ti dà un bagaglio di conoscenze che possono essere utili per qualsiasi percorso di studi universitario». Insomma, sgombriamo il campo dagli stereotipi che vogliono il classico solo la scuola del greco e del latino. «Certo, ci sono anche queste materie, e sono molto importanti. Ma oggi chi esce da un liceo come il nostro può iscriversi a facoltà scientifiche ed affrontarle nel migliore dei modi».

La preside conferma che da Cecina sono usciti tanti studenti che si sono poi iscritti a Medicina o a Ingegneria. E nel passato, neppure troppo lontano, il classico ha sfornato cecinesi che si sono realizzati nel campo della fisica e della matematica. Certo, il Fermi di Cecina funziona da richiamo anche per tanti studenti della Val di Cornia, soprattutto dopo che a Piombino il liceo classico ha chiuso i battenti. Oggi, del resto, quasi un terzo delle iscrizioni arriva dalla zona sud. Ma il fatto che ci sia una crescita, visto che a Piombino è chiuso da alcuni anni, testimonia che questa scuola resta appetibile, tanto da essere un po’ il liceo classico di riferimento della provincia, viste le difficoltà annose del Niccolini-Palli, a Livorno.

Secondo Pascucci il successo è legato anche alla capacità di questo liceo di sapersi innovare, aprendosi a nuovi linguaggi e tecnologie. Si studia (tanto) ma con lo sguardo aperto a quel che succede al di fuori delle mura scolastiche. Il Fermi poi collabora attivamente con realtà del territorio come il museo archeologico, organizza stages, ma anche appuntamenti che sono diventati un punto di riferimento per tanti studenti, come le Notti del Classico. «Un momento anche gioioso – dice la preside – ma anche un lavoro che parte da lontano, consideriamo che lo scorso anno questo con appuntamento il liceo è riuscito ad ospitare a Cecina oltre 500 persone». Insomma, se greco e latino restano i simboli di una scuola che non è più il vecchio liceo un po’ elitario di una volta, oggi il classico guarda alle attitudini e al metodo e che sa anche sperimentare.
 

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