Il Tirreno

Con l’incasso dello show gli studenti vanno al campo estivo nel bene confiscato alle mafie

Divina Vitale
Con l’incasso dello show gli studenti vanno al campo estivo nel bene confiscato alle mafie

Successo per lo spettacolo sull’immigrazione “L’uomo dei due mondi” che si è svolto al teatro Roma inserito nel progetto Spazio Giovani  

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CASTAGNETO. Grande successo al teatro Roma di Castagneto Carducci per lo spettacolo “L’Uomo dei due mondi”.. L’iniziativa è inserita nel progetto dell’amministrazione comunale con le politiche giovanili e Spazio Giovani. Un progetto di impegno civile nato anche in collaborazione con il Presidio di Libera “Rossella Casini” Donoratico e San Vincenzo, che permetterà di partecipare ad un campo estivo su un bene confiscato alle mafia, sostenuta anche dalla dirigente scolastica con la partecipazione degli alunni dell’Istituto comprensivo G. Borsi.

«Un percorso importante quello iniziato con il Centro Giovani – ha detto l’assessore Katia Mottola – e di cui fa parte anche Yassine, il protagonista che racconta la sua storia di immigrato cresciuto nel nostro paese, con positività. Lui il narratore e protagonista sul palco in tutti gli spettacoli che si sono svolti per un pubblico allargato e quello delle scuole. Un dibattito molto interessante che ci ha dato grande soddisfazione. Erano presenti tutte le associazioni del territorio, il teatro era stracolmo. Il devoluto, lo spettacolo era ad offerta, – ha concluso – servirà per promuovere il campo di Libera con i ragazzi del Centro Giovani che si terrà a giugno. Si tratta solo della partenza di un progetto sulle politiche giovanili che permetterà di coinvolgere tanti ragazzi su temi molto importanti. Un bel progetto sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione conclusa con positività».

Il 7 marzo viene inoltre inaugurata la nuova sede del Centro Giovani. Lo spettacolo è realizzato da Bubama Teatro, Residenza Artistica della Regione Toscana e nasce da un’idea di Paolo Marcone e Fabio Bartolomei con Yassine El Ghlid e Fabio Bartolomei. Si tratta uno sguardo da una prospettiva precisa: qui si racconta una storia di integrazione, una storia vera. È un concerto-spettacolo che narra l’attraversamento tra le culture e ne festeggia il felice risultato. Yassine infatti è arrivato in Italia a cinque anni insieme alla sua famiglia. Ha avuto la fortuna di vivere in una Comunità che lo ha accolto. Lui è cresciuto studiando nelle scuole e all’Università del nostro Paese.

Per i sociologi e gli antropologi è un immigrato di seconda generazione. Si ritrova un uomo che ci stupisce nel raccontare del viaggio straordinario che ha fatto dentro di sé, ripercorrendo la rabbia, le umiliazioni, la vergogna, il dolore e poi le scoperte felici, gli incontri, la gioia. Ora è un piacevole equilibrio tra due mondi.

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