Il dolore
«Il De Filippo è tornato a vivere, sono orgoglioso»
CECINA. Si dice orgoglioso perché la città è tornata a riappropriarsi del suo teatro. Lo fa in un messaggio ai cecinese, il sindaco Samuele Lippi. «Sabato scorso abbiamo inaugurato e consegnato a Cecina il nuovo De Filippo. E' stata davvero una grande emozione - dice il sindaco - vedere tantissime persone e un grande amore per il nostro teatro. Io lo immagino sempre così, aperto e vissuto, con il grande foyer pensato proprio per accogliere ogni tipo di iniziativa culturale. Crediamo nell'inclusione, nella partecipazione, nella cultura».
«Un applauso ancora una volta a tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, dagli operai agli architetti, dagli assessori comunali alla Regione. È stato davvero un orgoglio partecipare all'inaugurazione, salire sul palco che ho calcato da ragazzo come musicista, accompagnato dall'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli e dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, una presenza che ha testimoniato l'importanza di un progetto che è diventato realtà».
Poi si sofferma su quanto successo sul palco. «Cantare le canzoni di Rossano Fissoni invece è stato complesso per tante ragioni. L'emozione è stata tanta ma sono convinto che abbia apprezzato lo spirito con cui lo abbiamo fatto: per ricordarlo e per raccogliere fondi in favore di Agbalt Onlus.
Ieri, proprio al De Filippo, è stata una giornata di "Teatro abitato" partita alle ore 18 nel foyer con la presentazione della figura di Pulcinella e si è conclusa con una prima regionale, i due atti unici di Eduardo De Filippo "Dolore sotto chiave / Sik Sik l’artefice magico" con Carlo Cecchi.
«Prima di augurarvi buon fine settimana - scrive ancora Lippi - vi ricordo che lunedì si celebra il "Giorno del Ricordo" istituito per ricordare le vittime delle Foibe, dell’esodo Giuliano-Dalmata e delle vicende del confine orientale: alle 10 si terrà la deposizione di una corona di alloro al monumento in piazza Martiri delle Foibe alla quale seguirà l'intitolazione di una via a Norma Cossetto, vittima delle Foibe e la conferenza “Il confine orientale tra esilio e accoglienza” in Comune Vecchio. —
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