Sicurezza
Marina di Cecina: viaggio all’interno della pineta tra sabbia, alberi spezzati e trascuratezza
Giancarlo Tinagli (storico podista): «C’è un punto dove gli alberi non ci sono più e questo fa male»
CECINA. Cento. Massimo 150 metri di sentiero. Un tempo costeggiavano la costa. Adesso è come se ne fossero diventati parte integrante. Il mare, anno dopo anno, ha mangiato la spiaggia, arretrando la linea dell’arenile. E quel sentiero che un tempo passava nella pineta, adesso è quasi un tratto di lungomare. Al posto del sentiero, la sabbia. Al posto degli alberi, carcasse di legno ammassate qua e là. Osservare la pineta del Tombolo in questo stato «è come vedere un bimbo che muore». A dirlo è Giancarlo Tinagli, podista che frequenta i percorsi alberati da Marina di Cecina a Marina di Bibbona praticamente ogni giorno. Quello dell’erosione probabilmente è il problema maggiore, ma di certo non è l’unico. Tinagli il Tombolo lo conosce come se fosse casa sua. E ascoltandolo si capisce che cosa quella pineta rappresenti per chi la ama e la frequenta spesso. È un polmone verde. Un luogo dove poter passeggiare stando a contatto con la natura genuina del nostro territorio.
«È un patrimonio»
«È una potenza - dice Tinagli - un vero e proprio patrimonio per Cecina». Lo è perché grande, suggestiva. È bella. E chi la frequenta abitualmente non può che apprezzarla. Percorrendo qualche metro con ciclisti e appassionati, traspare l’amore per ciò che è considerata una risorsa. «È bella - dice Franco Rindi, incontrato in sella alla sua bici - Io ci vengo due volte a settimana e la adoro. Viva l’aria pura! Forse la parte che ricade nel territorio comunale di Bibbona è tenuta meglio, però la pineta è fantastica». Curata, forse, lo è un po’ meno.
«Serve manutenzione»
Camminando qua e là lungo i 5 chilometri cecinesi di pineta, è impossibile non notare una certa trascuratezza. È solo un’impressione: ma è confermata anche da chi cammina nel Tombolo quotidianamente. «Purtroppo qui è un po’ tutto trasandato - conferma Tinagli - Ci sono alberi tagliati male, ciocchi abbandonati». Non c’è un punto esatto da indicare: il fenomeno è diffuso. «Anni fa c’era una ditta che si occupava regolarmente della manutenzione - dice Tinagli - Partiva da Cecina e arrivava a Bibbona. È tanto tempo che non vedo più lavori di questo tipo. Ma sarebbero da fare, anche perché capita che caschino pezzi di legno dagli alberi».
Pioggia e sentieri
Altro problema segnalato da corridori e ciclisti incontrati sul sentiero è la tendenza che hanno alcuni tratti di tracciato ad allagarsi quando piove. «Dopo la parte soggetta ad erosione - continua Tinagli - c’è un punto in cui non si riesce a passare quando è piovuto da poco. Però questo è un problema soprattutto per chi frequenta la pineta ogni giorno. Gli altri sono problemi di tutti».
Sos erosione
Un problema di tutti, forse il maggiore, è l’erosione. «In 40 anni ho visto questa parte del Tombolo cambiare, stagione dopo stagione. Ed è qualcosa che fa male». La sabbia ha invaso i sentieri. «Peccato. Perché questi alberi e queste stradine sono patrimonio di tutta Cecina, oltre che risorsa turistica».
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